La manica di De Rossi e Padre Pio è il momento per le scaramanzie

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica – F.S. Intorcia) Con lui la Spagna non ha avuto da lamentarsi: il vecchio Trap bagna sempre il campo, a modo suo.

Si porta ancora dietro la boccetta d’acqua santa che però nel 2002 non fermò quel diavolo d’un Moreno. E quando i giornalisti giorni fa gli hanno chiesto se pensava di passare il turno, ha sorriso: «Mi giro un attimo per un gesto scaramantico».

Ma l’uomo del “non dire gatto” non è riuscito a marcare Tardelli: «L’Irlanda arriverà in finale», la profezia del vice prima del via. Ahi. L’ex azzurro era più scaramantico nell’82, quando metteva un santino nei parastinchi: così segnò ai tedeschi un gol della Madonna. Era il Mundial dei baffi di Gentile, della cassetta di Venditti nello spogliatoio, della collanina comprata su una spiaggia di Barcellona da Paolo Rossi.

Italia-Irlanda fra fede e superstizione. Prandelli, credente e praticante, lascia il privato fuori dal campo. Buffon ha una croce dei cristiani copti, con l’incisione “In hoc signo vinces”, regalo della moglie Alena. Dania Giaccherini prima di ogni partita chiama il marito e lo raccomanda a Gesù, mentre Nocerino, devoto di Padre Pio, gioca col 23, giorno del santo. Sarebbe pure il numero portafortuna di Diamanti, è il compleanno di sua moglie: in azzurro ha ripiegato sul 22, ma ha trasferito sulle scarpe il riferimento alla consorte (“La Silvietta”) e alle due bimbe (“Aileen e Baby”). Borini, invece, aveva promesso di raparsi a zero in caso di convocazione e l’ha fatto.

Il più scaramantico è De Rossi. Barba incolta, tocca il soffitto del tunnel e saltella prima di ogni gara. Qui ha portato la mise asimmetrica che ha incuriosito i cronisti stranieri: una manica lunga (la sinistra) e una corta, ottenuta sforbiciando la sottomaglia. Una volta, pare, in Champions con la Roma gli strapparono la divisa, e lui giocò una gara strepitosa. Buffon prima del via ascolta la voce dei figli, Cassano non è superstizioso ma abitudinario nella telefonata alla sua Carolina.

Ma può valere anche il contrario: Cristina De Pin, unghie tricolori per l’occasione, evita di chiamare prima del match il suo Montolivo (assai legato al 18, giorno di nascita), mentre Ilenia Di Natale è rimasta a casa per scaramanzia, e suo marito ha segnato alla Spagna: «Ora non mi fa più partire». De Sanctis porta in tasca un amuleto ma non dice a nessuno cos’è, sennò non vale. Thiago Motta dice di non avere amuleti, ma qualcuno nota che prima del fischio d’inizio si aggiusta i pantaloncini, mettiamola così.

Tutti insieme, gli azzurri abbracciano il magazziniere prima di entrare in campo. Fin qui, ha funzionato a metà. Sul web si vendono a 12,9 euro le maglie azzurre “Italia campione d’Europa 2012”, dove la “i” di campione è un corno rosso.

E gli altri? I polacchi prima di entrare in campo toccano la bandiera nello spogliatoio, dove si ascolta sempre la stessa musica. Il ct croato Bilic, immortalato con una cuffietta contro l’Irlanda, ha smentito che sia un amuleto. L’Inghilterra ha prenotato il volo di rientro per mercoledì. “Normale procedura”, ha detto la federazione ai tabloid furiosi. Perché, diceva Eduardo, essere superstiziosi è da ignoranti. Ma non esserlo porta male.

 

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