La carica dei giovani Destro, Insigne e gli altri

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – P.Notargiacomo) Cesare Prandelli ha dato il buon esempio, convocando per la sua Italia di Ferragosto tanti giovani, esordienti e non. Alla seria A non resta che adeguarsi. Anche soltanto per necessità. In tempi di crisi, è evidente, le campagne acquisti milionarie possono permettersele solo gli sceicchi. E poi si sa, la mancanza di risorse aguzza l’ingegno e non necessariamente finisce per nuocere.

 

Proviamo a guardare il buono allora. Tanto per cominciare, un campionato senza Ibra, Thiago Silva e Lavezzi, ma con Destro, Insigne e Immobile (solo per citarne alcuni) potrà essere sicuramente più utile, almeno in chiave azzurra. A patto di guardare un po più lontano del solito: precisamente ai Mondiali del 2014. Più dolorosa, da questo punto di vista, la rinuncia (obbligata a certe cifre) a Marco Verratti, emigrato al Psg. Questo per restare ai talenti di casa nostra. La linea verde però riguarda anche gli stranieri. Come non restare ammirati guardando Paul Pogba, soffiato dalla Juve al Manchester United, che testa alta e palla al piede impone l’esuberanza calcistica dei suoi 19 anni in casa del Milan, nel trofeo Berlusconi?

I PIU’ ATTESI – La copertina obbligata è per Mattia Destro. Di lui, protagonista di un groviglio di mercato che si è sciolto solo al fotofinish, si sa ormai tutto. Classe 91′, compagno di reparto di Balotelli nella primavera dell’Inter, come potrebbe esserlo in futuro nella Nazionale maggiore. Dodici reti a Siena nello scorso campionato, cercato da tutte le big, ma approdato infine alla Roma (a cui va dato il merito di averlo voluto più di tutti). Con un maestro come Zeman, può migliorare ancora molto e segnare tanto, ripagando i 16 milioni spesi dai giallorossi. Proprio all’allenatore boemo va dato il merito di aver formato, l’anno scorso a Pescara, altri due protagonisti della nostra rassegna: Lorenzo Insigne (Napoli, classe ’91) e Ciro Immobile (Genoa, classe ’90). Nel Pescara hanno fatto meraviglie e anche in under 21 potranno dare tante soddisfazioni a Mangia, finché glieli lascerà Prandelli. Nei nuovi club dovranno sgomitare ma potranno ritagliarsi il loro spazio. Compito sulla carta più difficile per un altro attaccante che vuole bruciare le tappe: Stefan El Shaarawy. Il premio che gli dato Prandelli, schierandolo titolare contro l’Inghilterra, saràuno stimolo in più per “Il Faraone”. In questo gruppo anche Diego Fabbrini (’90) chiamato da Prandelli contro l’Inghilterra al posto dell’Indisponibile Balotelli. La sua sfida a Udine è con un altro giovanissimo, il colombiano Muriel (’91). Starebbe bene con questi anche Samuele Longo (classe ’92), altro attaccante di scuola Inter: dopo l’arrivo di Cassano, però, il suo futuro immediato sembra essere in prestito all’Espanyol, come Coutinho (altro ’92) l’anno scorso.

 
IL MODELLO BIANCONERO – Mix interessante di giovani e giovanissimi a Torino. Con gli innesti intelligenti di Asamoah (’88) e Isla (’88) ormai veterani della serie A a dispetto dell’età, e di Giovinco (’87) alla ricerca della consacrazione. Senza dimenticare i giovanissimi Luca Marrone (’90) impiegato senza sfigurare da Conte a centrocampo e in difesa, e Paul Pogba (’93), che ha fisico e testa per affermarsi in tempi brevi a grandi livelli. Sembrava vicino ai bianconeri, a un certo punto, anche Andrea Poli (classe’89). All’Inter non ha inciso, anche per problemi fisici, ma se restasse alla Samp avrebbe un sicuro estimatore in Ciro Ferrara. Sempre alla Juventus sono legati i destini di Manolo Gabbiadini (’91) in prestito a Bologna per confermare le qualità messe in mostra a Bergamo. Dove è rimasto, al momento, nonostante diverse squadre abbiano messo gli occhi su di lui, Ezequiel Schelotto (’89), esterno su cui punta anche Prandelli.

GIOIELLINI IN DIFESA – Anche in difesa, zona del campo dove si riteneva tradizionalmente che l’inesperienza costasse più cara, non mancano nomi da tenere d’occhio. Astori (’87, Cagliari) e Ogbonna (’88, Torino) sono entrati in pianta stabile nel gruppo di Prandelli, ma, titolari nei club, hanno l’occasione per maturare ancora. Anche dietro di loro scalpita una nidiata di giovani talenti. Blocco nutrito a Pescara con il portiere Mattia Perin (1992), già convocato da Prandelli e i tre difensori dell’under 21, Alessandro Crescenzi (’91) Marco Capuano (’91) e Simone Romagnoli (’90). Il Milan può rispondere con Mattia De Sciglio (’92), che al ritiro della Nazionale maggiore ha fatto sorridere tutti arrivando con mamma e papà. Il nome straniero è quello di Matija Nastasic (’93): il ragazzo è stato già accostato al connazionale Vidic. Ecco perché la Fiorentina vuole tenerselo stretto. Citazione finale per Alessio Romagnoli (’95): a 17 anni è il più piccolo di tutti, ma gli elogi di Zeman in questo precampionato vorranno pur dire qualcosa.

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