Juve by night a Roma, Pirlo al primo esame

Sono finiti i tempi delle sfide scudetto. Intanto i bianconeri cercano un altro attaccante

di Redazione, @forzaroma

Roma-Juventus arriva dopo che per settimane il capitano giallorosso Dzeko ha brigato per saltare il fosso senza che nessuno battesse ciglio: i tempi cambiano, le rivalità s’adeguano e questa è ormai tra le più scolorite, ma solo perché giallorossi e bianconeri non appartengono più alla medesima dimensione, come scrive Emanuele Gamba su La Repubblica.

È quindi curioso che il destino di Fonseca dipenda da una gara che dovrebbe essere fuori contesto: ha senso legare una decisione a una sfida impossibile? Il portoghese sta mantenendo il sangue freddo, avverte la precarietà ma si aggrappa ai punti fermi che ha: uno è Dzeko (“Gli ho parlato spesso, è motivato e giocherà“) e l’altro è Friedkin, o almeno così spera: “Ci sentiamo ogni giorno, stiamo lavorando insieme a una squadra più forte“.

C’è curiosità per capire dove il nuovo padrone americano collocherà politicamente la Roma. Con Pallotta era vicina alle proposte di Agnelli, e qualche anno fa a Torino consideravano proprio la Roma il club che avrebbe dato più filo da torcere. Non è andata così. L’anno scorso i rapporti erano molto buoni grazie all’asse Paratici-Petrachi, che si sono scambiati la mutua plusvalenza Spinazzola-Pellegrini, adesso invece bisogna vedere: i tentativi di replicare l’operazione buttando nel calderone di tutto (Mandragora, Cristante, Ünder, De Sciglio, Perin, Rugani, Calafiori, Petrelli, Riccardi) sono andati a monte, anche se nulla somiglia alla rivalità dei tempi di Viola e Boniperti, di Sensi e Moggi. Oggi Pirlo può normalmente ammetterlo: “Purtroppo stasera Dzeko sarà un avversario“.

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