Esame di spagnolo

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica – M.Pinci – S.Scacchi) – La prova generale con l’allievo prima dell’esame apparentemente impossibile con il maestro.

Oggi a San Siro arriva la Roma di Luis Enrique, fino alla scorsa stagione allenatore del Barcellona B, l’ultimo gradino prima dei fenomeni di Pep Guardiola che mercoledì sfideranno il Milan a San Siro nell’andata dei quarti di Champions. «Luis Enrique è molto bravo ed è sveglio perché ha capito che la Roma deve difendere meglio», dice Allegri che scherza sul rientro di Totti assente per infortunio col Genoa (ci sarà anche Heinze in dubbio fino all’ultimo): «Per noi sarebbe stato più comodo se si fosse limitato a vedere la partita». Il tecnico spagnolo della Roma chiede ai suoi giocatori di non sbagliare niente: «Possiamo vincere, ma dobbiamo fare la partita perfetta, a un livello altissimo senza commettere errori infantili». Guardiola assiste sornione al duello: «Registrerò la partita per analizzarla. E non escludo di fare una telefonata a Luis Enrique».

In questo momento gli infortuni sono il cruccio principale del Milan, a partire dai vertici: «A Parma Berlusconi mi ha chiesto informazioni. Lui tende a proteggere i giocatori con la speranza che siano più riposati. Bisogna valutare la situazione per migliorarla», dice Allegri che suggerisce una spiegazione psicologica ai problemi muscolari di Pato che lunedì volerà negli Stati Uniti per un nuovo consulto (ritorno in Italia sabato): «Quando un giocatore è stressato, è più facile che si faccia male. Nell’uomo la psiche conta molto». Il riferimento è a Ibrahimovic che ora dovrà lasciare il segno anche in Champions, a partire dalla gara col Barcellona. Ma prima dei campioni d’Europa, c’è il piccolo laboratorio catalano esportato in riva al Tevere da Luis Enrique. Mentre Barbara Berlusconi loda le scelte manageriali della Roma americana (oggi, a conferma di queste strategie multiformi, i giallorossi giocheranno con un nuovo logo sulle maglie che rimanda all’ultima tariffa lanciata dallo sponsor operatore telefonico): «Tramite l’accordo con la Walt Disney – dice la componente del Cda rossonero all’Ansa – ha dimostrato di aver compreso qual è il futuro dei club. E in Inghilterra le cinque più grandi squadre sono di proprietà di investitori stranieri. Sarebbe antistorico tenere comportamenti protezionistici ».

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