La Roma – staff e squadra – ha sbagliato tanto, troppo. Tutto, quasi. E ha portato a casa la sconfitta più pesante in campionato della gestione Mourinho

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VIDEO - Belotti: "La Roma non deve porsi limiti. Ha progetti ambiziosi"

Commentare la grottesca sconfitta di Udine con un laconico “alla Roma questo bagno di umiltà farà bene”, non porta a nulla di buono e/o di concreto. Così come riconsolarsi in virtù della riflessione che “in fondo, siamo appena all’inizio del campionato” e che quindi “certe cose possono capitare“, scrive Mimmo Ferretti su La Repubblica.

O che addirittura “forse è meglio così, per tornare con i piedi per terra“. Troppo comodo, troppo facile, troppo fuori fuoco. A Udine la Roma non ha perso la partita: ha perso la faccia. E certe figuracce, in estate o in inverno, non possono, anzi non devono essere tollerate. Il ricordo che i primi due gol friulani sono stati autentici regali non può essere una giustificazione, se mai un’aggravante.

Smalling Udinese Calcio v AS Roma - Serie A

Ci sono stati errori (orrori?) individuali da oratorio e, tranne un paio di eccezioni, prestazioni dei singoli a livello di Lega Dilettanti. La Roma – staff e squadra – ha sbagliato tanto, troppo. Tutto, quasi. E ha portato a casa la sconfitta più pesante in campionato della gestione Mourinho.

Parlando di pallone, la gara di Udine ha confermato per l’ennesima volta che Cristante e Matic non possono giocare in tandem. O l’uno o l’altro, essendo simili. E, partendo da qui, scatta una considerazione più profonda: avendo giocatori tecnicamente diversi rispetto alla passata stagione, è giusto seguitare a giocare tatticamente come l’anno passato? La Roma, per fare un esempio, può continuare serenamente a proporre tre attaccanti e mai tre centrocampisti? Il dibattito è aperto, a Mou spetta il compito di tirare le somme.

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