L’ex difensore giallorosso e della nazionale brasiliana: “Dybala va tenuto qui, oggi mi rivedo in Ndicka”

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Mancini, un romanista nato a Pontedera

Grande gigante gentile. Il tour di Aldair nei cinema romani è come una passeggiata sotto la curva Sud. "Mi amano come se fossi ancora titolare", sorride il brasiliano, che dal 21 maggio è nelle sale con “Aldair. Cuore giallorosso”, regia di Simone Godano. L'ex capitano della Roma è stato intervistato da Niccolò Maurelli su 'La Repubblica':

aldair AS Roma v SSC Napoli - Serie A

Oggi la Roma si gioca una partita decisiva per la Champions. "È la partita dell’anno, come una finale".

Gasperini le piace? "Si distingue per il suo calcio. Prima tifosi erano divisi, ora il tecnico li ha conquistati".

Riporterà lo scudetto? "Gasperini è l’uomo giusto, soprattutto per la mentalità. Bisogna seguire le sue idee, ma ha bisogno di altri giocatori importanti".

L'allenatore vorrebbe che Dybala restasse. "Dybala va tenuto, è il più forte della Roma. Anche quando gioca poco, è decisivo".

Si rivede in qualcuno della squadra di oggi, per stile di gioco? "Ndicka, anche per il modo di correre. Poi dico Mancini, per la
voglia di andare sempre in avanti".

Mancano giocatori come Aldair. "Sì, ma capisco anche quanto sia difficile. Gli adolescenti ricevono subito contratti pluriennali. Serve umiltà, riconoscere quando si hanno davanti compagni più forti".

Quando ha ceduto la fascia da capitano a Totti, lei ha fatto proprio questo. "Sì, Francesco un po’ se lo aspettava. Non disse niente, me lo fece capire con lo sguardo".

Una grande responsabilità. "Gli ho complicato la vita (scherza, ndr): più responsabilità, più interviste, i discorsi con la proprietà".

Ora Totti sta cercando di tornare alla Roma. "Non ora. Da sempre".

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