A Bergamo la furia di Spalletti è esplosa perché, subito dopo il 3-3 di Totti, invece di riprendere il pallone di corsa e tornare a centrocampo la squadra ha perso tempo a festeggiare il capitano
Stasera me lo porto al ristorante». ha detto ieri il capitano, in vena di battute. È stato il Tapiro condiviso di “Striscia” a rilanciare la pace fra Totti e Spalletti. Il tecnico sa di essere stato richiamato per cambiare la Roma nella sua globalità, non soltanto per allenarla. «Io resterò a Roma, e qui cambieranno tante cose», ha detto pochi giorni fa alla squadra riunita. Un energico invito allo spogliatoio, se non proprio una minaccia: adeguatevi, se volete restare.
A Bergamo la furia di Spalletti è esplosa perché, subito dopo il 3-3 di Totti, invece di riprendere il pallone di corsa e tornare a centrocampo la squadra ha perso tempo a festeggiare il capitano. Il tecnico avrebbe voluto vedere altro: la fame negli occhi, per esempio. Vizi di campo e vizi da ritiro: Totti e altri avevano trascorso la notte giocando a poker on line, come otto o nove anni fa giocavano a carte. Spalletti detesta il disordine. I disordinati non vincono. Ieri al campo Totti e Spalletti sembravano rasserenati. Per la prima volta, parlando col dg Baldissoni, Totti non ha escluso di poter restare da dirigente, scrivono Pinci e Sisti su "Repubblica".
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