Lamela: «Sarà la mia stagione»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-C.Zucchelli) Con gli amici a vedere l’Argentina al Monumental. A vedere il compagno romanista Fernando Gago, l’amico Aguero e anche l’idolo Messi

festeggiare il gol e la vittoria mimando il pancione dedicato alla compagna incinta.

 

Ha tifato per l’Argentina, Erik Lamela, anche perché la schiacciante vittoria per 4-0 contro l’Ecuador fa comodo anche lui visto che si tratta di qualificazioni mondiali e lui il Mondiale del 2014 lo vuole giocare eccome. Mancano ancora due anni, per farlo Lamela deve affermarsi nel suo club. La Roma. E dopo un anno tra luci e ombre Erik è convinto che la prossima «sarà la sua stagione». (…) Lamela, dicono, ha sorriso. E ha spiegato gioie e dolori, cose che sono andate e cose che, invece, potevano andare decisamente meglio. Erik era rilassato, contento di godersi le vacanza in famiglia a casa sua, ma era anche molto fiducioso su tutto quello che lo aspetta da luglio in poi. Da quando cioè tornerà nella Capitale e si troverà a stretto contatto con Zeman. A vent’anni non poteva capitargli allenatore migliore. Sabatini e Baldini ne sono convinti. Pensano che possa valorizzare un talento enorme, insegnandoli, come fece a suo tempo con Totti, tutti quei movimenti che fanno di un buon giocatore un giocatore ottimo, cioè utile per la squadra. C’è chi dice che Vincenzo Montella non fosse della stessa opinione. E che, tra i giocatori che aveva indicato come tutt’altro che funzionali al suo progetto di squadra c’era anche Lamela. Aspetto questo ovviamente non condiviso né da Baldini né soprattutto da Sabatini che conosce Erik da anni e che ha scommesso per primo sul suo talento. Gli è stato accanto ogni giorno in questi mesi, ci ha parlato, ha parlato con la famiglia e con tutte le persone a lui vicine, consigliandolo per il meglio in campo e soprattutto fuori.

Quest’anno succederà lo stesso anche perché Lamela dovrà eliminare quegli eccessi caratteriali che, soprattutto nella seconda parte di stagione, ne hanno frenato il rendimento. L’espulsione contro la Juve in Coppa Italia e lo sputo a Lichtsteiner sono stati episodi che hanno macchiato una stagione in cui, comunque, i lampi del suo talento si sono visti. Eccome. E non solo per quel gol bellissimo all’esordio contro il Palermo. Gli avversari, dopo quella rete, hanno iniziato a conoscerlo. A prendergli le contromisure. E a provocarlo, anche, quando hanno capito che il ragazzo, un po’ per carattere e un po’per la giovane età, era un bersaglio facile. Dal prossimo anno Lamela dovrà essere bravo a resistere a tutto questo. E dovrà affidarsi fin dal primo giorno a Zeman, anche quando gli allenamenti gli sembreranno durissimi e interminabili. Pare sia già stato avvertito, pare sappia già che cosa si troverà ad affrontare. (…) Adesso, raccontano, si sta riposando senza però rinunciare a quel minimo di attività fisica che è necessario per arrivare in forma al ritiro. In fondo manca soltanto un mese. E Lamela si farà trovare pronto perché, come ha detto l’altra notte a Buenos Aires, la prossima deve essere la sua stagione.

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