«La Roma è una squadra costruita bene dalla dirigenza, la sconfitta con il Bologna porterà una squadra molto arrabbiata. Per questo avremmo voluto affrontarla con il nostro pubblico a sostenerci, ma venderemo ugualmente cara la pelle». Eppure, per il dg del Cagliari, Francesco Marroccu, la preoccupazione è un’altra. È lo stadio. L’Is Arenas. Perché, incredibile ma vero, il Cagliari sta temporeggiando ancora. La società sarda continua a prendere tempo e non voler rendere ufficiale la disputa a porte chiuse della partita con la Roma. Spiega a Sky SportMarroccu: «Non abbiamo ancora preso una posizione ufficiale circa gli eventuali rimborsi, attendiamo disposizioni dalla Prefettura». Per il numero 2 del Cagliari ci sono le condizioni per ribaltare le decisioni della Commissione provinciale di sicurezza, leggi la Prefettura, dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e della Lega di A. Tutti hanno detto, scritto, che si gioca a Is Arenas, ma senza pubblico.

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Dice Marroccu: «Il presidente Cellino ha investito risorse proprie, senza chiedere soldi pubblici o aiuti a nessuno. Credo che solo questo basti per far si che si considerino opportune le istanze del Cagliari Calcio. Noi rispettiamo le istituzioni e chi deve decidere, ma siamo andati ieri (giovedì, ndr) a Is Arenas per allenarci e abbiamo visto che ci sono le condizioni per una parziale ammissione dei tifosi alle partite, anche a partire da domenica». L’obiettivo del Cagliari è quello di far entrare almeno gli abbonati e chi ha già comprato il biglietto. «Non abbiamo ancora preso una posizione ufficiale circa gli eventuali rimborsi, attendiamo disposizioni dalla Prefettura. Da quanto si può carpire dalle discussioni a livello istituzionale, ritengo che si stia lavorando per aprire finalmente i cancelli in occasione della sfida contro gli abruzzesi»

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