Stadio della Roma, la Regione frena. Tregua in M5S. E Lombardi loda Raggi

L’assessore a Politiche del territorio e Mobilità, Michele Civita: “Se il progetto cambia, bisognerà richiedere una nuova valutazione tecnica e un nuovo pronunciamento sul pubblico interesse”

di Redazione, @forzaroma

Senza torri di Libeskind e con il Business park ridotto di quasi due terzi. Secondo la Regione Lazio, però, per Campidoglio e proponenti dell’opera di Tor di Valle, Roma e Luca Parnasi, è ancora presto per cantare vittoria, come scrive Andrea Arzilli sul Corriere della Sera. «Ricordo che l’attuale Conferenza dei servizi è incardinata sulla delibera di interesse pubblico approvata nel 2014 — la nota dell’assessore a Politiche del territorio e Mobilità, Michele Civita —. Quindi, se il progetto cambia, bisognerà richiedere una nuova valutazione tecnica e un nuovo pronunciamento sul pubblico interesse». Dopo il taglio del 50% del cemento, infatti, l’impegno «pubblico» dei proponenti passa dai 440 milioni di euro previsti dalla delibera Marino a 310 milioni.

Ma la fine dell’attuale Conferenza e l’inizio di una nuova fase di valutazione sembrano ora scenari probabili. Il M5S, comunque, legge l’accordo politico sullo stadio come la vittoria di Raggi. «Stracciato il progetto iniziale, brava Virginia Raggi», il tweet dell’arcinemica della sindaca, la deputata Roberta Lombardi. E la Roma tira un sospiro di sollievo ora che l’intesa c’è: «Abbiamo fatto un grandissimo sforzo per riuscire a ridurre la volumetria complessiva pur salvaguardando i nostri obiettivi — così il dg giallorosso, Mauro Baldissoni —: in primis rendere tutta l’area fruibile dai cittadini».

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