Roma, Smalling lontano. Serve la rivoluzione verde

Due anni fa l’impresa con il Barcellona, ora un futuro in salita

di Redazione, @forzaroma

Due anni e un giorno fa la Roma eliminava il Barcellona e scatenava dentro l’Olimpico un abbraccio generale che in questi tempi di coronavirus possiamo soltanto sognare, scrive Luca Valdiserri sul Corriere della Sera.

A Trigoria, tra quelli che scesero in campo quella notte del 10 aprile 2018, ci sono solo Kolarov, Dzeko, Under, Fazio e Juan Jesus (Pellegrini e Bruno Peres erano in panchina). Era una Roma che divertiva e si divertiva.

Che Roma sarà, invece, quella che dovrà affrontare la stagione del dopo-coronavirus, in cui tutto il calcio dovrà fare i conti con la recessione? In porta confermato Pau Lopez; Fuzato ha detto che resterà solo se potrà fare il secondo; Olsen tornerà dal prestito al Cagliari, bisognerà trovargli un’altra destinazione. In difesa è impossibile riscattare Smalling dal Manchester United, che vuole monetizzare la sua buona stagione. Ieri il “Sun” ha scritto che Chris è destinato a ritornare a casa sua. Può essere un’occasione per Cetin? L’unico titolare sicuro è Mancini. Un problema per Ibanez: è stato preso in prestito con pagamento dilazionato all’Atalanta, ma la cifra (8 milioni più 2 di bonus) sembrava già alta prima della pandemia.

Affollamento nel ruolo di terzino destro, con i ritorni di Florenzi e Karsdorp dai prestiti, ma nessuno convince Fonseca. Se Petrachi sarà bravo a trovare una squadra per loro potrà chiedere al Chelsea di rinnovare il prestito di Zappacosta. Il centrocampo è il settore messo meglio: Zaniolo, Pellegrini e Diawara garantiscono il futuro e si lavorerà per allungare di un altro anno il contratto del primo e togliere la clausola rescissoria al secondo. Villar avrà più spazio: ha convinto con serietà negli allenamenti e impegno. Veretout e Cristante sono ancora da pagare, il secondo potrebbe essere una cessione per fare cassa. Interessa, a parametro zero, Giacomo Bonaventura, che ha chiuso l’esperienza al Milan: a Fonseca piace.

In attacco, addio a Kalinic e mistero su Schick. Prima che crollasse il mondo, il Lipsia era sicuro di riscattare Schick a 29 milioni. Adesso tutto è in discussione, perché i valori dei calciatori non saranno più quelli di prima. Si è parlato di un’offerta da 3 milioni a stagione per Pedro, in uscita dal Chelsea. Il sogno è Vlahovic, centravanti serbo della Fiorentina, ma Commisso la pensa diversamente. Più che la mano di Fonseca, insomma, servirà quella di Petrachi. Lo attende un lavoro impegnativo, serve il cambio di passo che non c’è stato – soprattutto sulle cessioni – fino ad ora.

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