Prandelli si schiera con i «suoi» De Rossi e Osvaldo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – G.Piacentini) – Chissà se venerdì, guardando la partita della nazionale contro l’Armenia, i dirigenti giallorossi e Zeman hanno esultato ai gol di Daniele De Rossi e Daniel Osvaldo. Da italiani (il tecnico ormai può considerarsi tale) e da tifosi della maglia azzurra probabilmente lo hanno fatto, da romanisti pure, ma da dirigenti che devono gestire questa patata bollente forse avrebbero preferito che le cose fossero andate diversamente.   E chissà se il Boemo ha gradito queste parole del commissario tecnico Cesare Prandelli che, commentando la vittoria in Armenia e prima della sfida di martedì contro la Danimarca, ha preso le parti dei suoi azzurri: «Zeman mi deve ringraziare per aver rilanciato De Rossi e Osvaldo? No. Ogni allenatore ha il diritto di fare le proprie scelte e di motivarle.[…]».  

 

La risposta sul campo che i due «epurati» hanno dato in maglia azzurra a Zeman dopo la doppia esclusione di domenica scorsa contro l’Atalanta (e le accuse di scarso impegno), ha riaperto una ferita difficile da rimarginare e ha ridato fiato alle polemiche. Le domande che continuano a rimbalzare sono sempre le stesse: 1) ha fatto bene il boemo ad escluderli? 2) c’era bisogno di lavare i panni sporchi in pubblico? 3) i gol avvicinano o separano ancora di più tecnico e calciatori?   Sui primi due punti i tifosi sono spaccati. Per rispondere al terzo interrogativo c’è bisogno di aspettare un chiarimento, che potrebbe andare in scena mercoledì, quando gli azzurri faranno ritorno a Trigoria.

 

Per il momento si possono solo interpretare le frasi e i silenzi dei protagonisti. Le frasi sono quelle di Daniel Osvaldo. «Ci sono un po’ rimasto male — ha dichiarato a fine gara — per le parole delmister. Tutto mi si può dire tranne che non mi impegno. Per il resto credo che parli il campo». E il campo finora dice che l’italo-argentino viaggia alla media di un gol a partita: sei in altrettante gare, equamente divisi tra giallorosso e azzurro. Se il fatto che il centravanti si è fermato a parlare con la stampa può essere interpretato come un (piccolo) segnale di apertura e di disponibilità al chiarimento, lo stesso non si può dire di De Rossi. Il centrocampista non ha ancora metabolizzato non tanto l’esclusione ma le motivazioni fornite dal tecnico. Finora ha evitato di tornare sull’argomento, ma fino a quando rimarrà in silenzio? E soprattutto, cosa succederà se domenica dovessero essere di nuovo esclusi entrambi?

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