De Rossi, da insostituibile a sedicesimo giocatore in rosa

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – L. Valdiserri) – I giochi sono fatti. Al di là delle dichiarazioni di facciata — tutti i giocatori sono importanti e le grandi squadre hanno «rose» ampie che a volte mandano in panchina anche i campioni — le scelte di Zdenek Zeman contro il Chievo hanno lasciato il segno. Soprattutto su Daniele De Rossi e Maarten Stekelenburg. Il portiere olandese è rimasto in panchina e gli è stato preferito di nuovo Mauro Goicoechea, passato da terzo a primo. Stek ha già perduto il posto in nazionale e chiederà di andare in Premier League per giocarsi le sue carte in vista del Mondiale 2014. Se si troverà una squadra pronta a spendere qualcosa e accollarsi un contratto da 2,7 milioni lordi a stagione, fino al giugno 2015, nessuno a Trigoria si strapperà i capelli.

 

Ancor più seria la situazione di Daniele De Rossi, uno che con la maglia della Roma ci è nato (291 presenze e 33 gol in serie A). I numeri testimoniano come, in pochi mesi, con il cambio di panchina tra Luis Enrique e Zeman, sia diventato una riserva. Tutti gli altri centrocampisti hanno giocato più di lui: Florenzi 1.158 minuti, Tachtsidis 944, Bradley 836, De Rossi 605. È partito titolare solo 7 volte in 17 giornate, mentre nel campionato scorso erano 17 su 17 (1.518 minuti giocati su 1.530). Era il più utilizzato, ora è il sedicesimo della rosa. Tre giornate le ha saltate per colpa sua, dopo l’espulsione nel derby, ma il rapporto con Zeman non è mai nato. Il boemo lo ritiene un buon giocatore, non un campione. E una riserva da 6 milioni di euro netti all’anno è una follia nel bilancio di un club. De Rossi non ha mai manifestato l’intenzione di lasciare la Roma, ma non si è neppure mai trovato in una situazione simile. Tutto è possibile, persino a gennaio. […]

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