Inter, Moratti: “Lo stadio ormai ? necessario. I cinesi? Si sono incartati…”

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it) Massimo Moratti col viso disteso parla di programmazione societaria, degli investitori cinesi (affare tramontato da mesi) e della sua voglia di restare ancora al comando dell’Inter. La programmazione “pesa tantissimo perch? ? importantissima, non solo dal punto di vista economico, anche dal punto di vista sportivo e per l’orgoglio della societ?”, dice il numero uno a margine di un evento organizzato dall’Inter Club di Imbersago intitolato al padre Angelo.

 

“Certamente noi non stiamo pensando al futuro abbandonando il presente – prosegue Moratti ai microfoni di fcinternews – dobbiamo assolutamente sfruttare tutte le motivazioni possibili, non ultima il Milan che ? al nostro fianco, per fare molto meglio e poi riuscire a entrare in Champions League”. Oltre ai risultati sportivi (necessari), come sottolinea Moratti, da utilizzare – per seguire le indicazione del fair play finanziario (quindi per rimettere a posto i conti), sono fondamentali uno stadio proprio (come dimostrato dai club padroni di impianti sportivi: Manchester United e Bayer Monaco), ma anche il marketing-mechandising. Il tal senso, i nerazzurri si sono lasciati sfuggire senza fare una piega un asso del settore: Katia Bassi arrivata all’Inter nel 2008 dopo 7 anni di Ferrari. Una parentesi durata qualche mese poi il salto in NBA Italia come country manager. Il grande salto ? di questi giorni con la nomina come Managing Director dei brands Aston Martin. E in casa Inter cosa succede? La promozione del marchio ha perso nell’ultimo anno?circa 26%, il progetto stadio ? ancora problematico e sul mercato, dopo l’addio di Lele Oriali sono rimasti Marco Branca e Piero Ausilio. Che tra le operazioni annoverano tra gli altri gli arrivi di Silvestre, Jonathan, Pereira e Schelotto e i rinnovi bizzarri di Chivu e Castellazzi.

 

 

IL CINESE CHE NON C’E’ PIU’ -?“Credo che i tifosi abbiano capito abbastanza bene la situazione di questa trattativa. Da parte loro (dei cinesi) la volont? di fare c’? sempre, anche se si sono incartati. Credo che la volont? di fare e il loro spirito di iniziativa sia in contrasto con una serie di regole interne cinesi”, racconta Moratti entrando poi nel dettaglio: “Quindi non sono ancora riusciti a risolvere la questione in termini tali da poter poi fare a noi una proposta di passaggio soddisfacente. Abbiamo comunque un contratto importante con loro, ma non credo che varr? quello per mettere in condizione loro di poterlo rispettare, perch? se non possono farlo non possono farlo. Un deadline? Da un certo punto di vista ? superata. Stiamo cercando di capire ora come definire la cosa. Pur avendo, ripeto, la richiesta costante da parte loro di trovare una soluzione positiva, visto che vorrebbero costruire lo stadio. Ma al momento sono io a non essere cos? d’accordo”. Svaniti il pool di investitori cinesi resta il contatto di novembre con la Mabetex. Lo stadio ? ormai un obiettivo dell’Inter. “Certamente, necessario per ragioni economiche e per agganciarsi con quello che dovrebbe essere il presente. Essere una societ? con un proprio impianto ? qualche cosa che ti permette di lavorare meglio”, sottolinea il numero uno del club di corso Vittorio Emanuele.

 

 

ALLA POLITICA DELLA LEGA DICIAMO NO -?Durante la lunga chiacchierata si parla anche della governance della Lega Calcio dove l’Inter non ? presente con conseguente perdita di potere. “Quello che ? successo in Lega ? qualcosa di particolare, mi sembra di capire che tra due posizioni alla fine ? stata scelta quella che prediligesse un certo tipo di politica abbastanza condizionante – spiega Moratti -. Quindi n? noi n? la Juventus n? altre societ? hanno voluto stare a questo gioco, il Milan s?. Noi siamo abbastanza sereni da poter stare fuori, certamente se la posizione in Lega impressiona il potere calcistico allora s?, siamo fuori. Ma al di l? dell’impressione, credo che la politica vera si torner? a fare tutti insieme, perch? ? impossibile che restino fuori le squadre che danno il 70% di ritorno circa al calcio italiano”. Nonostante tutto Moratti non ha intenzione di mollare: “Le situazioni difficili ti fanno aumentare la voglia, perch? non puoi dormirci su. Poi con le soddisfazioni la voglia la concretizzi, quindi speriamo poi di avere anche qualche soddisfazione”.

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