Un tifoso dello Sport Recife, Diogo Brito, e' stato arrestato per aver rivolto insulti razzisti a un calciatore del Boa Esporte nel corso della partita giocata sabato scorso e valida per il campionato nazionale brasiliano di serie B.

La notizia e' stata resa nota oggi dalle forze dell'ordine. Il centrocampista Rodrigo Souza, che al termine della partita ha presentato formale denuncia, ha riferito di essere stato insultato sia al momento della sua sostituzione sia al termine dell'incontro, quando ha sollecitato l'intervento di alcuni agenti di polizia presenti nello stadio. Cosi' l'uomo che, a dire del calciatore, lo aveva insultato con ululati e chiamandolo ''scimmia'' e' stato prima fermato e poi messo in stato di arresto dal giudice Ana Maria Borba, alla quale e' stato affidato il caso.

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''Non posso passare sopra a una situazione del genere - ha detto Souza -. Sono negro e orgoglioso di esserlo, e nessun tifoso puo' venire al campo e chiamarmi macaco. Sono insulti che non devono piu' essere tollerati. Spero che paghi per cio' che ha fatto, e che il mio gesto serva come esempio a chi riceve offese del genere''. In Brasile c'e' una legislazione contro il razzismo molto dura, e si puo' essere arrestati anche per un solo insulto, anche fra calciatori in campo. In passato e' successo, alla fine di una partita, all'ex attaccante di Sampdoria e Milan Maxi Lopez ai tempi in cui giocava nel Gremio.

L'accusa nei suoi confronti era stato di aver dato dello ''scimmione'' a un avversario. Intanto nel calcio brasiliano c'e' un nuovo caso di doping: il centrocampista Diego Barboza del Paysandu, anche questa squadra della serie B, e' risultato positivo per una sostanza che non e' stata resa nota al controllo effettuato dopo la partita persa 1-0 contro l'Oeste del 13 agosto scorso. Ora rischia 2 anni di squalifica.

(ANSA)

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