Gian Piero non considera Santiago riserva. Con l’argentino in rosa, tre le opzioni davanti. Anche in tandem con Malen nel 3-4-1-2

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Trigoria si tinge d'albiceleste: Dybala e Soulé scatenati dopo il trionfo argentino

Subito pronta, almeno fuori di Trigoria, l’etichetta per Castro, mirata per sminuire l’efficacia della prima operazione di D’Amico e completamente errata per chi conosce la storia calcistica di Gasperini. Ecco l’argentino Santiago da Bologna, già battezzato riserva. Parola che però non è mai entrata nel vocabolario di Gian Piero al momento di allestire la rosa durante la sua lunga carriera di allenatore. E soprattutto, come si augura Gasp per dare un senso al terzo posto conquistato nell’ultimo campionato per il ritorno del club giallorosso in Champions dopo sette tentativi a vuoto, se davvero i Friedkin gli allestiranno la Roma da vertice e quindi competitiva come merita anche la piazza. Castro, insomma, non è solo il vice Malen o semplicemente il centravanti di scorta. E’ titolare come gli altri attaccanti che lo hanno preceduto e quelli che lo raggiungeranno in giallorosso. E non c’entra l’investimento che è stato in ogni caso robusto. Perché poco meno, sette mesi fa, è costato Vaz, pagato 25 milioni e mai considerato come cambio affidabile da Gasperini, di solito specialista nelle rotazioni.

Mancini Castro AS Roma v Bologna FC 1909 - Serie A

Le tre opzioni per la nuova Roma

Così con l’acquisto di Castro diventano almeno tre le opzioni che migliorano, in attesa degli altri rinforzi offensivi, l’attacco della Roma. Il primo è anche il più scontato: Santiago alternativa di Donny quando c’è da far riposare, anche a partita in corso, l’olandese. Il secondo, invece, prevede la girandola che davanti coinvolge le tre punte. E quindi: uno davanti e due subito dietro oppure i tre quasi allineati. La terza è la più intrigante. Giallorossi spavaldi con il tridente pesante. Non sarebbe scelta inedita. La Roma più bella della stagione passata ha dato spettacolo e creato occasioni contro il Milan, il 25 gennaio all’Olimpico. Nel 3-4-1-2, Dybala accanto a Malen, con Soulé trequartista. La formula con il doppio centravanti o semplicemente con le due punte è stata spesso usata contro gli avversari che si schierano con la difesa a quattro. Il paradosso della serata contro i rossoneri di Allegri ha chiamato in causa la finalizzazione: nonostante l’abbondanza di occasioni da gol, i giallorossi non sono riusciti a far centro su azione. E’ servita la rete su rigore di Pellegrini, entrato a metà ripresa per Dybala (poi costretto a operarsi per la sofferenza meniscale restando fuori più di due mesi), per rispondere a De Winter e pareggiare il match. Ma l’esperimento ha convinto Gasp che ci riproverà con il nuovo tandem. Con Castro e Malen. Dietro ai due, il trequartista che potrebbe anche essere scelto tra i centrocampisti.

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