Nella notte tra lunedì e martedì ai club di Serie A è stata recapitata la proposta ufficiale di transazione per un importo di 300 milioni da parte di Img, uno dei tre intermediari (gli altri sono MP & Silva e B4), che hanno costituito un cartello anticoncorrenziale trail 2008 e il 2018, frenando la rendita dei diritti televisivi internazionali del massimo campionato di calcio, come accertato da un procedimento avviato nel 2017 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Agcom, peraltro, ha rilevato come questa condotta illecita avesse causato un decremento del valore dei diritti internazionali, danneggiando la Lega Serie A e le società beneficiarie dei ricavi. In estrema sintesi, secondo l'Antitrust, mentre negli altri grandi campionati europei il valore dei diritti internazionali cresceva, la Serie A è rimasta bloccata in una dinamica anomala, anche pervia di prezzi tenuti artificialmente al di sotto del fair value.

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Diritti tv internazionali, per la Serie A arriva il maxi-risarcimento
Ecco perchè ancora prima che l’iter della procedura antitrust si chiudesse, diversi club si sono rivolti al Tribunale di Milano - tra i primi a muoversi la Fiorentina, il Torino, la Roma, il Palermo, il Chievo, l'Empoli, il Pescara e il Perugia, assistiti da Bonelli Erede - con un’azione che ha poi incluso la stessa Lega e quasi 30 società (quelle che hanno militato in Serie A tra il 2008 e il 2018). Il processo diretto a ottenere un risarcimento dei danni aveva un petitum complessivo di oltre tre miliardi di euro, il più elevato per una causa civile derivante dall’antitrust. A seguito della perizia tecnica - spiega 'Il Sole 24 Ore' - è stata accelerata la ricerca di un’intesa tra le parti ed a Img è arrivata come detto ieri l’offerta di 300 milioni. Si tratta di circa un terzo del potenziale risarcimento che i club danneggiati potrebbero ottenere, ma nella valutazione di congruità della somma bisogna tener conto del fattore tempo (rispetto alle imminenti scadenze finanziarie delle società), delle lungaggini di un procedimento d’appello nel merito e degli oneri conseguenti all'esecuzione di una sentenza all’estero nei confronti di una grande azienda Usa, oltre che dello stato di liquidazione in cui versano gli altri due intermediari.
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