(Adnkronos) Secondo Boateng i giocatori sono i primi a dover dare l'esempio. "Noi, che siamo costantemente sotto gli occhi dell'opinione pubblica abbiamo molte piu' reponsabilita'. Non possiamo permetterci di essere indifferenti o passivi. Tanti sportivi, uomini e donne come me e i miei compagni di squadra dell'AC Milan, tanti artisti dello spettacolo e del mondo della musica e dell'informazione hanno opportunita' uniche e quindi una speciale responsabilita'". "La storia ci dimostra quanto importanti siano stati i contributi di famosi atleti. Mi permetto di dire che il fatto che il Presidente degli Stati Uniti d'America condivida il mio stesso colore della pelle non solo ha a che fare con Martin Luther King, ma anche con Mohammad Ali. Uno dei momenti piu' intensi e commoventi della mia vita finora e' stato quando ho incontrato Nelson Mandela durante il Campionato del Mondo in Sud Africa nel 2010. Che uomo incredibile, sia nella finezza di mente sia nella caratura di spirito! La sua vita mi ha dimostrato che fare valere la propria voce contro il razzismo e' meno pericoloso che la muta impassibilita'", aggiunge il giocatore ghanese. "Nondimeno, e' tanto importante e necessario opporsi al razzismo oggi come lo e' stato nel passato. Dobbiamo ispirarci alle persone che hanno messo le proprie vite a rischio per la causa. Sono convinto che commetteremmo un fatale e pericolosissimo errore se credessimo che si possa combattere il razzismo ignorandolo e sperando che scompaia da solo come un brutto mal di testa. Questo non succedera'. In qualsiasi momento le nostre strade si incroceranno con quella del razzismo il nostro dovere e' quello di alzarci e agire, esporci e prevenirlo quando possibile, prosciugare gli stagni da cui ha avuto origine e da cui e' proliferato".

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