Dal Plzen all’Italia, la Roma è pronta a 'riaccoglierlo', ma questa volta con un benvenuto decisamente diverso rispetto al passato
Roma, le rivoluzioni non si annunciano. Si fanno
La Pasqua ha tolto più di quanto si pensasse, ma la Pasquetta ha ridato - seppur in minima parte - una speranza. Il pareggio del Como ha riaperto una porta per la Champions e ora la Roma ha l’obbligo di provarci. Sarà difficile, soprattutto considerando l’andamento della Juventus, ma le ultime sette partite devono trasformarsi in vere e proprie finali. E venerdì si parte: all’Olimpico arriva il Pisa di Hijlemark. I toscani, ultimi in classifica e con poche speranze di salvezza, proveranno comunque a onorare il campionato fino all’ultimo minuto. A guidarli ci sarà Durosinmi, pronto a tornare dopo due giornate di squalifica, rimediate contro il Cagliari. L’attaccante non evoca bei ricordi ai tifosi giallorossi. Tornando a ottobre, quando la Roma era in forma in campionato ma steccava in Europa, il Plzen venne a giocare all’Olimpico: sconfitta per 1-2 e malumori a non finire. A far discutere fu soprattutto il gesto di Durosinmi: dopo il gol del vantaggio di Adu, zittì lo stadio, un gesto che i tifosi non hanno dimenticato. In campo, poi, fu protagonista di continue sportellate con Mancini, collezionando anche un giallo. Venerdì tornerà all’Olimpico, ancora una volta da avversario: è lui il pericolo numero uno del Pisa. Dal Plzen all’Italia, la Roma è pronta a 'riaccoglierlo', ma questa volta con un benvenuto decisamente diverso rispetto al passato.
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