Il difensore polacco parla del suo primo anno in giallorosso, dei momenti difficili e ora l'obiettivo Champions: "Dovremo godercela, perché la Champions è il posto dove la Roma merita di stare”.
Ndicka a FR: "Non penso alle voci di mercato. La Champions è speciale, siamo ambiziosi"
Dopo i mesi di apprendistato e un mercato che poteva regalare qualche sorpresa, Jan Ziolkowski è pronto a conquistare Gasperini e soprattutto un po' di spazio in più. Il difensore polacco ha parlato dal ritiro giallorosso in Galles a 'siamolaroma.it': “Sto bene. Ho un buon rapporto con tutti i miei compagni di squadra ma ovviamente vado più d’accordo con chi sa parlare in inglese perché è più facile per me”.
Torniamo indietro di qualche mese. A fine ottobre Gasperini le concede l’esordio da titolare contro il Viktoria Plzen, ma la sostituisce dopo appena mezz’ora. Come ha vissuto quel momento? “Chiaramente è stata una sensazione molto brutta. Era il mio esordio e forse stavo cercando di strafare. Il mister cerca sempre di fare il meglio per la squadra e di vincere le partite e ha deciso di sostituirmi. Ma io l’ho accettato e l’ho messo alle spalle, anche se per un calciatore non è bello vivere un momento del genere. Sta a me fare meglio, per non far ricapitare più situazioni come quella. Secondo me è stata anche una buona lezione: bisogna essere più forti di testa per superare quel momento e non farsi condizionare. Fa parte di un processo di crescita”.
A proposito di crescita, Gasperini disse che doveva togliersi il “vizio” delle scivolate. È un aspetto sul quale ha lavorato? Quanto l’ha aiutata, e continua ad aiutarla, il mister? “Sì, ho lavorato e sto lavorando su questo, come su tante altre cose. È chiaro che, quando faccio una scivolata, devo essere sicuro al 100% di arrivare sul pallone. Fa parte del gioco e, in un certo senso, è anche il mio stile. Devo solo scegliere meglio i momenti in cui fare questo tipo di giocata”
Ad inizio estate si è parlato spesso di una sua possibile partenza. C’era qualcosa di concreto oppure si sente parte del progetto della Roma? “Chi lo dice che sarei potuto partire? Non do importanza a quello che dice la gente. È chiaro che nel calcio non si sa mai cosa può succedere e cosa ci riserverà il futuro. Se ci fosse qualcosa di vero, sarei il primo a saperlo, ma non è questo il caso. Adesso sono concentrato sulla Roma, mi alleno seriamente e cerco di dare il meglio di me”.
E allora giocherà in Champions League la prossima stagione. Quanto la emoziona l’idea di affrontare i migliori club e i campioni più forti del mondo? “Sarà un’emozione unica giocare la competizione migliore al mondo, dove dovremo fare del nostro meglio. Ce la siamo conquistata meritatamente la scorsa stagione, facendo grandi cose in campionato. Dovremo quindi godercela, perché la Champions è il posto dove la Roma merita di stare”.
Sicuramente chi conosce bene il suo valore è Zibi Boniek, che negli ultimi mesi la ha elogiata più volte sui social e nelle interviste. Che rapporto ha con lui? Le ha mai dato qualche consiglio su Roma e sulla Roma? “Ci sentiamo spesso con mister Boniek. Mi dice sempre di essere me stesso e, ovviamente, se avessi bisogno di consigli potrei sempre rivolgermi a lui. È una persona importante, è stato un grande calciatore e conosce bene la piazza romanista. È bello che una persona come lui creda nelle mie capacità. Tra l’altro è sempre molto onesto nei giudizi: se gioco male, è il primo a dirmelo”.
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