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Zaniolo, l’ex allenatore: “Via dalla Fiorentina per il carattere. Non aveva cultura del lavoro”

LaPresse

Cristiano Masitto, che ha allenato il classe '99 negli Allievi viola, aggiunge: "Si accontentava della giocata, ma poi si è guadagnato tutto, non è un figlio viziato. E' stato un grave errore cederlo"

Redazione

Parli di Nicolò Zaniolo e ai tifosi della Roma già brillano gli occhi, mentre a quelli dell'Inter si stringono dalla rabbia per un'operazione che, al contrario, ha portato in nerazzurro Nainggolan e il golden boy del calcio italiano in giallorosso. A mangiarsi le mani, però, sono anche i dirigenti della Fiorentina, che qualche anno fa lo hanno ceduto senza troppi fronzoli. L'ex allenatore di Zaniolo ai tempi degli Allievi viola, Cristiano Masitto, ha parlato del centrocampista classe '99 a RMC Sport.

Ci racconta Zaniolo con lei negli Allievi?

Lo si vedeva subito che Zaniolo aveva talento, però non aveva cultura del lavoro, faceva le cose con sufficienza. Per esempio faceva un tunnel e si accontentava della bella giocata, perdeva palla e non inseguiva l'avversario. Un episodio particolare è che nelle prime 5 partite con me non ha fatto nemmeno un minuto, perché volevo fargli capire il rispetto del lavoro. Dopo 5 partite andai fuori dallo spogliatoio e tranquillizzai il padre. Gli dissi che doveva continuare a lavorare ogni giorno e che quando avrebbe capito di doversi mettere a disposizione della squadra non sarebbe più uscito dal campo. La settimana dopo giocò, fece gol e cominciò a partire in maniera importante.

La Fiorentina non ha puntato su di lui, anche prima della Primavera.

Errore grave, ogni tanto capita. Il percorso di Zaniolo non è stato facile, al primo impatto non ha un carattere facile, ha sempre la battuta pronta e anche a scuola era molto vivace. Credo che la Fiorentina abbia fatto una valutazione in base caratteriale prima di cederlo.

Ora è un titolare inamovibile nella Roma.

Ora ha fame, ha una cattiveria assurda, lo si vede quando esulta. Non è il classico figlio viziato, nessuno gli ha regalato niente. Si è guadagnato tutto quello che sta ottenendo. Sta migliorando giorno dopo giorno. Allenandosi con quelli più bravi, lo si diventa ancora di più.

Sul ruolo.

È un grande palleggiatore, ha qualità sia tecnica ma anche mentale, lo si vede dalle scelte che fa. La qualità della giocata fa la differenza e lui può determinare. Può fare tutti i ruoli a centrocampo, si sa ritagliare lo spazio. Dimostra anche di avere una notevole progressione.

L'ha sentito ultimamente?

L'ho sentito all'esordio al Bernabeu, gli ho fatto un in bocca al lupo. Gli ho detto che ora tutti parleranno di lui, che non dovrà più sbagliare nulla. Un suo limite? Faceva fatica a gestire le emozioni negative. Quando lo rimproveravi aveva quei 5-6 secondi in cui ti poteva mandare a quel paese. Dovrà lavorare su questa parte del carattere, potrà essere il suo unico ostacolo.