“Non capisco perché i giocatori calino alla distanza dopo un avvio di intensità. Non riesco a comprendere se è un limite mentale o di preparazione" aggiunge l'attore
Carlo Verdone parla della Roma e dell’imminente sfida tra i giallorossi e la Juventus. In un’intervista al Roma Match Program, l’attore ha dichiarato:
Il 28 gennaio sarà nelle sale “L’abbiamo fatta grossa”. Come sono i giorni precedenti all’uscita di una propria opera?“Sono momenti particolari, in cui richiedi il maggiore sforzo fisico al tuo corpo e alla tua mente. Devi tenere ritmi altissimi: devi passare per interviste radiofoniche, televisive, on-line. Un mare di impegni per presentare il lavoro a quanta più gente possibile. Quando si torna a casa la sera dopo questo tour de force si è particolarmente provati”.
Soddisfatto del risultato?“Beh, se ho accettato di sostenere questa trafila è perché credo tanto nel film. Sono molto contento del prodotto, in particolar modo della collaborazione sul set con l’altro attore protagonista, Antonio Albanese”.
Recitate insieme praticamente per la prima volta: capitò giusto in “Questione di Cuore” per pochi minuti, in cui lei interpretò se stesso in un cameo.“Vero, una partecipazione amichevole e gratuita per l’amica Francesca Archibugi. Ma era solo una scena. Ci sfiorammo in “Manuale d’Amore 2”, però recitammo in due episodi diversi. Ora ci siamo ritrovati insieme e devo dire che è un attore bravissimo sia nelle situazioni comiche sia in quelle drammatiche. Una coppia che, probabilmente, replicheremo in futuro”.
Qual è l’obiettivo che vi siete prefissati?“Prima di tutto, vogliamo che la gente esca dalla sala soddisfatta e appagata. Poi, l’altro step da raggiungere è quello di rientrare dall’investimento sostenuto dal produttore, Aurelio De Laurentiis. Tutto quello che verrà di più sarà di guadagnato”.
Magari avvicinare gli incassi di Zalone.“Impossibile, non scherziamo. Zalone è un fenomeno particolare, di massa. Ha fatto un record difficilmente replicabile per il cinema italiano”.
La Roma, invece, a cosa deve puntare in questo girone di ritorno?“Vorrei che entrasse almeno in Champions League. Ritengo complicato arrivare al primo posto, questa squadra ha dimostrato di non essere regolare in stagione. E non capisco perché…”.
Cosa non capisce, in particolare?“Non capisco perché i giocatori calino alla distanza dopo un avvio di intensità. Non riesco a comprendere se è un limite mentale o di preparazione. Spero che con l’arrivo di Spalletti si possa mettere una pezza a questo problema. Luciano è un uomo intelligente, saprà come fare. Diamogli, tuttavia, il tempo di lavorare”.
Altre cose che non le tornano?“Avrei tenuto qualche calciatore in più in rosa, sinceramente. Mi sarebbe piaciuto vedere Yanga-Mbiwa e Ljajic ruotare con gli altri giocatori. Tant’è. Ormai è andata. Un’altra cosa che non mi piace è vedere sempre la curva vuota”.
Che idea si è fatto della protesta dei ragazzi della Sud?“Forse ci vorrebbe più buon senso anche da parte loro. Mi piacerebbe rivederli nel loro settore al più presto. Vedere così l’Olimpico è desolante. Lo stadio deve essere pieno, altrimenti a che serve il fattore casalingo?”.
Da tifoso, sente più la rivalità con la Juve o con la Lazio?“Mah, guardi, credo che il nostro campionato sia parecchio sceso di livello rispetto a quello inglese o spagnolo. Parlare di rivalità non ha più molto senso. La Juventus è potenzialmente la prima squadra, la Lazio è lunatica un po’ come la Roma, alterna buone prestazioni a partite scialbe”.
E domenica è in programma Juventus-Roma.“Partita complicatissima, delicata, contro la formazione più in forma del momento. Vengono da dodici vittorie consecutive contando coppe e campionato. Hanno Dybala, uno degli elementi migliori di tutta la Serie A insieme a Higuain e Handanovic. Mi auguro che la Roma faccia un risultato prestigioso su un campo così difficile. Al novantesimo, dopo il triplice fischio dell’arbitro, speriamo davvero di poter dire tutti: “L’abbiamo fatta grossa””.
© RIPRODUZIONE RISERVATA