Il presidente sembra stizzito per il ritardo nella fumata bianca: "Gli ho fatto un'offerta importante dieci giorni fa". Il Capitano non replica. Nel frattempo si rincorrono le voci più svariate sul futuro in bianconero del bosniaco, ma il d.g. Marotta smentisce
La storia del rinnovo di Francesco Totti è paragonabile all’andamento delle montagne russe: prima si arriva molto in alto, poi si scende in picchiata, poi di nuovo su a toccare il cielo con un dito. Ora siamo nella fase “down”, quella che vede il simbolo della Roma e il proprietario del club molto distanti, a scrutarsi ognuno dalla propria posizione e con le proprie convinzioni. Sì, perché se prima di Roma-Torino, dell’incredibile doppietta del Capitano che ha fatto il giro del mondo, la carriera del numero 10 giallorosso sembrava quasi sicuramente conclusa nella Città Eterna per riprendere altrove, magari negli States, dopo quella sera e ancor più dopo il successo per 1-0 contro il Napoli l’annuncio del rinnovo da calciatore sembrava imminente. Ancora dodici mesi con la maglia più amata e difesa, poi un futuro da dirigente con ruolo da definire. Ma ai frequenti incontri tra l’entourage di Totti e i vertici della Roma non è seguita l’attesa fumata bianca: ci sono degli intoppi. Sulle cifre? Sui diritti d’immagine? Sul compito che avrà Francesco una volta appesi gli scarpini al chiodo?
LA STOCCATA DI PALLOTTA Non è ancora dato saperlo, ma quanto detto da Pallotta oggi, riportato dai principali quotidiani romani, non aiuta certo a dissipare le nubi e a far stare tranquilli i tifosi: “Ho fatto a Totti un’offerta generosa, non capisco perché non l’abbia ancora accettata”. Parole che sanno di nervosismo ed esprimono stizza per una trattativa che l’imprenditore di Boston immaginava più semplice. È come se Pallotta si aspettasse meno tentennamenti da Totti, dopo essergli andato incontro per esaudire il suo profondo desiderio di giocare fino a 40 anni. “Secondo me è mal consigliato”. Ha aggiunto, come se non bastasse, l’americano. Per poi concludere con una frase “alla Spalletti”: “Io voglio una grande squadra per la Roma, non un solo giocatore”. Intercettato dai cronisti alla fine della finale Djokovic-Murray, agli Internazionali di tennis, l’attaccante di Porta Metronia ha glissato sull’argomento, non rilasciando alcuna dichiarazione. Ha sorriso e se n’è andato, sornione, mantenendo un silenzio che – tranne che nella serata post Torino – ha caratterizzato il suo ‘modus operandi’ dopo l’intervista rilasciata a Donatella Scarnati il giorno di Roma-Palermo e della conseguente clamorosa esclusione decisa dal mister toscano.
L’OMBRA DELLA JUVE SU PJANIC Dopo “Pinturicchio” Del Piero, in casa Juventus ambiscono ad arruolare un altro artista del pallone: “Giotto” Pjanic. Il bosniaco, da 5 anni in giallorosso, in questa stagione ha raggiunto l’apice del suo rendimento con 10 gol e 12 assist e si è messo decisamente in mostra, facendo venire l’acquolina in bocca ai maggiori club europei. Il contratto dell’ex Lione scadrà nel 2018, ma la clausola risolutoria da 38 milioni inserita in sede di rinnovo, nel maggio di due anni fa, rende la sua permanenza molto difficile. Ma se i tifosi giallorossi potrebbero sopportare un addio del centrocampista di Tuzla per approdare in Spagna, Francia o Germania, mal si abituerebbero a vederlo con l’odiata maglia della Juventus. Purtroppo la prospettiva è verosimile: Allegri avrebbe recentemente chiamato il 26enne per convincerlo del progetto bianconero, mentre il d.s. Paratici è stato avvistato a Roma. La speranza è che sia interessato a Biglia della Lazio, ma più di una voce porta a credere che il club piemontese sia pronto a versare in più rate i 38 milioni di euro previsti dalla clausola. Un’evenienza nefasta, che renderebbe agli occhi del popolo romanista ancor più invisa la proprietà americana. In serata sono arrivate le smentite dell’agente del calciatore (“lo ha detto la Roma, non ho altro da aggiungere”) e addirittura -al sito laroma.24.it, del d.g. bianconero, Marotta: “E’ una balla, basta vedere cosa ha scritto la Roma ieri. Paratici nella Capitale? Può essere anche per altri motivi”. Smentite di rito? Vedremo.
ALISSON “IL PRINCIPE” Il primo luglio sarà presentato ufficialmente, ma Alisson ha già le idee chiare e le ha affidate a un’intervista a Globoesporte: “Voglio vincere Scudetto e Champions League”. Il miglior portiere sudamericano, classe ’93, è già pronto a prendersi la porta della Roma e il cuore dei tifosi. “Se non potrà essere il Re di Roma, almeno potrei diventare il Principe”. Il paragone con Falcao, suo concittadino – entrambi sono nati a Porto Alegre – non lo spaventa più di tanto. “Inevitabile essere accostati, ma di Falcao ne esiste solo uno”. Coppa America con il Brasile, poi l'arrivo a Roma per iniziare ad ambientarsi. “Tutti mi dicono che è bellissima e che la mia famiglia si troverà bene. Non vedo l’ora di giocare con campioni come Totti e De Rossi, ma anche El Shaarawy, Ruediger, Salah”. Insomma, il ragazzo ha studiato. Speriamo di poterlo promuovere presto.
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