TESTA A TESTA Real Madrid-Roma: Dzeko-Sergio Ramos; El Shaarawy-Marcelo; Keita-Casemiro

La Roma a Madrid per cercare un’impresa che resterebbe scolpita nella storia e per consolidare l’identità da grande squadra modellata da Spalletti

di Redazione, @forzaroma

Spalletti ci crede, o finge di farlo per tenere alto il morale. D’altronde, secondo lui, venire alla Roma è la scelta più semplice che possa essere presa. Tutto il contrario di quanto il suo predecessore spiegava a cadenza regolare; ovvero che Roma è la piazza più difficile del mondo per un allenatore. Anche per questo la Roma ha inanellato sette vittorie consecutive – a undici si fermò lo strabiliante record della prima Roma spallettiana – e si è presa con la forza il terzo posto, obiettivo minimo stagionale. Ma dall’entusiasmo alla fiducia il passo è breve, e inspiegabilmente in città si respira aria di impresa quando, fino ad un mese fa, nessun essere senziente avrebbe pensato che la Roma potesse anche solo competere per il terzo posto. Misteri del calcio e misteri della Roma, che veniva maltrattata dallo Spezia e ora pensa a battere il Real Madrid a domicilio con due gol di scarto.

Già, il Real Madrid. Una squadra in crisi secondo molti ma che nelle ultime dieci partite casalinghe ne ha vinte nove, mettendo a segno la bellezza di 52 (cinquantadue) reti e subendone nove. Certo, violare la porta dei blancos non è impresa impossibile (fino ad ora però zero gol subiti in Champions al Bernabeu) ma non subire reti nella loro tana è impensabile. A maggior ragione se la squadra che sogna il clean sheets ha subito sedici gol nelle ultime dieci trasferte. Uno spirito testaccino basterebbe a far gonfiare il petto ai 3000 giallorossi che, per l’ennesima volta in questa stagione, faranno sentire la Roma a casa lontano dall’Olimpico, unico caso al mondo e forse nella storia del calcio. “Mai schiavi del risultato” è il mantra indispensabile per ogni romanista, specie in serate come questa.

Luciano Spalletti dovrà fare a meno di Ruediger e molto probabilmente di Nainggolan, che ha abbandonato in anticipo l’allenamento di rifinitura. Queste due assenze, addizionate a quella di Daniele De Rossi, risolvono il rebus della formazione. A difendere la porta di Sczcesny ci sarà una linea a quattro formata da Digne, Manolas, Zukanovic e Florenzi; a centrocampo coppia a due con Pjanic e Keita; davanti a loro il quartetto che cercherà di ribaltare il parziale dell’andata sarà composto da Salah, Perotti, El Shaarawy e Dzeko.
Zinedine Zidane dovrà fare i conti con l’assenza di Benzema, ma l’attaccante francese è l’unica defezione dopo i recuperi di Marcelo e Bale.

Dzeko-Sergio Ramos: Spalletti ha lasciato intendere che l’attaccante bosniaco sarà della partita dopo essersi accomodato in panchina nelle ultime due uscite della Roma. Dzeko ha già fatto male al Real, quando indossava la maglia del city, siglando una rete al Bernabeu nella sconfitta degli inglesi per 3-2. Nella sua ultima partita da titolare ha realizzato una doppietta al Palermo e stasera proverà a scardinare la retroguardia madrilena per regalare alla Roma il sogno di poterci provare. Sulla sua strada però troverà Sergio Ramos, capitano del Real Madrid e tra i più forti difensori al mondo. Carlo Ancellotti, ai tempi della sua gestione, lo accostò a Paolo Maldini; paragone non irriverente per un difensore che in 331 presenze col Real ha realizzato 41 marcature. Un ostacolo per i sogni di gloria romanisti.

El Shaarawy-Marcelo: Il redivivo faraone sta facendo pentire Galliani di averlo prestato gratuitamente alla Roma. La ricostruzione giallorossa, orchestrata da Spalletti, non poteva che passare attraverso la rinascita di alcuni calciatori e l’italo-egiziano ha ritrovato il talento che da due anni sembrava aver perduto. 5 gol dal suo arrivo e un ambiente che si è dovuto ricredere sul valore del ragazzo. Davanti a lui potrebbe circolare Marcelo che all’andata ha fatto stropicciare gli occhi per l’immensa qualità in fase di spinta e la solidità difensiva che non è esattamente tipica dei laterali brasiliani. Il duello potrebbe decidere la gara e potrebbe essere influenzato dalla scarsa tenuta di Marcelo, reduce da più infortuni ravvicinati.

Keita-Casemiro: Il maliano, a sorpresa, si è ripreso le chiavi della mediana romanista e, complice l’assenza di Nainggolan, guiderà il reparto centrale. Da un lato la sua esperienza in Champions può risultare decisiva; dall’altro non ha più la brillantezza di un tempo e partite come questa richiedono una certa rapidità di movimento. Lo spiccato senso tattico rimane indiscutibile ma non è blasfemia nutrire dei dubbi sul suo valore, se inserito in partite di questo livello. Il suo dirimpettaio madrileno è Casemiro, classe ’92, talento brasiliano da molti paragonato a Toninho Cerezo. Non ha trovato molto spazio nelle rotazioni ma dovrebbe partire titolare questa sera. Il duello potrebbe essere interessante anche perché la velocità non è la sua arma migliore e chi riuscirà a prevalere tecnicamente sposterà l’ago della bilancia verso la sua squadra.

 

Niccolò Mastrapasqua

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