Szczesny: “Totti è una leggenda. Spalletti tiene molto alla disciplina. Ora il morale è alto”

“Vinciamo le partite e questo aiuta sempre. Quando succede non vedi l’ora di giocare quella successiva perché ti senti in fiducia e durante l’allenamento il morale è alto. Spalletti tiene molto alla disciplina, quindi non ci fa divertire molto”

di Redazione, @forzaroma

Qualche giorno fa la Roma ha lanciato sui propri social network l’hashtag #AskSzczesny, in modo che i tifosi giallorossi di tutto il mondo potessero fare le domande più disparate proprio al portiere polacco, Wojciech Szczesny. Ed ecco qui le risposte, pubblicate in un video sul sito ufficiale:

Domanda dall’Egitto: che consiglio daresti ai bambini che voglio diventare portiere come te?
Per chi desidera diventare portiere, o più in generale fare sport, consiglio di divertirsi, soprattutto all’inizio, dagli 8 ai 15 anni, prima di diventare professionista. Quello è il periodo in cui ci si diverte di più, quindi il mio consiglio è: godetevela. Godetevi lo sport.

Domanda dal Nepal: hai un modo molto particolare di esultare quando segnano i tuoi compagni. Come esulteresti in caso di un tuo gol?
Ad essere sincero non ci ho mai pensato, non mi ci vedo a segnare un gol. Di solito quando un portiere segna lo fa per sbaglio, ad esempio su un rinvio o su un errore di valutazione degli avversari, quindi probabilmente non esulterei per rispetto nei confronti dell’altro portiere. Davvero, non ho mai pensato ad un mio gol. Penso semplicemente a concentrarmi per non pensare di subirne.

Domanda dalla Bosnia: Pjanic ti segna spesso su punizione durante gli allenamenti?
Sì, molto spesso. E’ un po’ imbarazzante ma sì, segna molto sia su punizione che da fuori area. Quindi non è certo il mio giocatore preferito da affrontare in allenamento; preferisco che sia nella mia squadra piuttosto che in quella avversaria.

Domanda dalla Norvegia: com’è giocare con una leggenda come Francesco Totti?
Prima di venire alla Roma ero un po’ agitato. Sapevo che Totti era una leggenda e che avrei dovuto conoscerlo e giocarci assieme, ma è una persona davvero piacevole. E’ una leggenda e qui tutti lo amano, dalla società ai tifosi fino agli stessi giocatori. Lo rispetto moltissimo, è davvero un bravo ragazzo che sa giocare benissimo a calcio.

Domanda dall’Indonesia: qual è il giocatore più forte con cui hai mai giocato?
Direi Thierry Henry, è un giocatore incredibile. Credo sia uno dei migliori attaccanti di sempre, se non il migliore. Sono stato fortunato a poter giocare con lui all’Arsenal, anche se per poco. Lo ammiro molto, non solo come giocatore ma anche come persona. Credo sia un esempio per i giovani calciatori.

Domanda dalla Svezia: cosa pensi in quei secondi quando vedi un tiro arrivare verso di te?
Non hai praticamente tempo per pensare. E’ qualcosa di istintivo, ti prepari automaticamente per parare, quindi non hai molto che ti passa per la testa. Certo, se vedi la palla che ti arriva dritta in faccia e sai che non puoi farci niente, capisci che sei nei guai. Ma quando smetti di pensare la palla ti colpisce. Non hai tempo per pensare, fai le cose quasi automaticamente. Ottima domanda comunque.

Domanda dalla Thailandia: qual è l’attaccante più difficile da affrontare per te?
E’ una domanda molto difficile. Mi piace molto Lewandowski e sono molto fortunato a poterci giocare insieme in nazionale e non contro. Credo sia un attaccante davvero completo se parliamo di numeri 9. E direi anche Luis Suarez, uno degli attaccanti migliori che abbia mai affrontato, mi ha anche segnato qualche gol. Poi ci sono Ronaldo e Messi ovviamente, ma non sono dei veri centravanti, sono giocatori di un altro pianeta, quindi non li inserirei in questa conversazione.

Domanda dall’Inghilterra: qual è stata la parata che ricordi meglio con la maglia della Roma?
Ce ne sono state tantissime, non saprei. Credo la parata nell’ultima gara della fase a gironi della Champions League contro il BATE Borisov. Me la ricordo bene per la sua importanza. Forse ho fatto parate più difficili, ma quella ci ha concesso di passare agli ottavi e probabilmente ha anche portato soldi nelle casse della società, che mi ringrazia per questo. Quella parata non è stata la più difficile ma la migliore considerando il suo significato.

Domanda dal Brasile: ti infastidisce che la gente pronunci male il tuo nome?
No, assolutamente. Anche io adesso non lo pronuncio correttamente. Mi sono talmente abituato che accetto tutte le diverse versioni del mio cognome, quindi davvero non c’è problema. In passato mi è capitato di dover chiamare la mia banca o pronunciare il mio nome in maniera scorretta altrimenti non avrebbero capito. Ci ho fatto l’abitudine ormai. Com’è che pronuncio il mio nome adesso? Non mi ricordo.

Domanda dall’Argentina: chi è il giocatore più divertente in squadra?
Io!

Domanda dall’Honduras: da bambino chi era il tuo idolo tra i portieri?
Questa è difficile. Direi che da bambino mi piacevano molto Schmeichel e Koepke, ma c’è differenza tra il tuo portiere preferito e il tuo idolo. Il tuo idolo è qualcuno da cui imparare e che ti può consigliare, quindi non è facile rispondere. Seaman mi ha aiutato molto per lo sviluppo della mia carriera, e anche Lehmann, anche lui era un idolo. Ma i miei portieri preferiti restano Schmeichel e Koepke.

Domanda dalla Spagna: cosa saresti diventato se non fossi diventato calciatore?
Un senzatetto probabilmente. Non sono bravo a fare altre cose, so solo giocare a calcio. Almeno mi dà da mangiare (ride, ndR).

Domanda dalla Zimbabwe: come comunichi coi difensori visto che parlano tutti una lingua diversa?
In campo parliamo tutti la stessa lingua, spesso do indicazioni in italiano. Se voglio avere una conversazione privata durante una pausa, magari quando qualcuno ha subito un infortunio, di solito parlo in inglese, a loro va bene. Kostas, Rüdiger, Florenzi e Digne… parlano tutti bene l’inglese, quindi non ci sono problemi.

Domanda dall’Arabia Saudita: com’è il morale della squadra dall’arrivo di Spalletti?
Beh, vinciamo le partite e questo aiuta sempre. Quando succede ti godi le partite e non vedi l’ora di giocare quella successiva perché ti senti in fiducia e durante l’allenamento il morale è alto, Spalletti tiene molto alla disciplina, quindi non ci fa divertire molto. Al momento sta andando tutto molto bene ma, come detto, i risultati aiutano molto.

Domanda dalla Colombia: dopo averci giocato contro, è più difficile parare un tiro a Messi o a Cristiano Ronaldo?
Non saprei come rispondere, anche loro tirano a volte tirano male, ma direi Messi perché ha segnato di più contro di me. E’ un giocatore fantastico, così come lo è Ronaldo. Ma, basandomi sulle statistiche, direi Messi.

Domanda dall’Italia: hai imparato qualche parole in dialetto romano? Qual è la tua preferita?
Non saprei, ho imparato l’italiano che mi hanno insegnato. E’ romano l’insegnante? non mi pare. Probabilmente se dicessi qualcosa farei brutta figura, mi dispiace. Domanda interessante però!

Domanda dalla Turchia: sei felice alla Roma?
Moltissimo. Oggi ci sono 20 gradi, il tempo è bellissimo. Mi hanno sempre trattato tutti molto bene e fino ad ora è andato tutto molto bene, per questo sono contento.

Domanda dal Kuwait: qual è il miglior calciatore della storia?
E’ un po’ come chiedere chi è il più divertente! No, questa volta non sono io. Sono tentato dal dire Messi, è un giocatore geniale ma ci sono altri tipi di giocatore come Zidane e Ronaldinho. Poi la vecchia generazione come quella Pelè e Maradona. Penso di non essere in grado di fare paragoni, sono veramente giocatori fortissimi. Messi è il mio giocatore preferito quindi sceglierei lui.

Domanda dall’Ecuador: da chi prendi l’esempio?
Solitamente dai miei amici e dalla mia famiglia, non ho bisogno di modelli nel calcio perché sono generalmente motivato e spinto dalla voglia di vincere. Nella vita direi i miei amici e la mia famiglia per le esperienze che condivido con loro.

Domanda dalla Grecia: chi è il tuo migliore amico nel calcio?
Direi Jack Wilshere dell’Arsenal. Non mi piace molto ma è sempre presente! Da quando sono a Roma ho provato a limitare i contatti ma lui è sempre lì, ad infastidirmi! Sì, è lui.

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