Stadio Olimpico, D’Angelo (Questore di Roma): “Curve ridotte. La situazione era ormai inaccettabile”

Il questore ha firmato l’ordinanza di servizio che contiene il «Modello organizzativo per la sicurezza degli incontri di calcio» già condiviso in Prefettura in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica

di Redazione, @forzaroma

Il questore di Roma Nicolò D’Angelo ha firmato l’ordinanza di servizio che contiene il «Modello organizzativo per la sicurezza degli incontri di calcio» già condiviso in Prefettura in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il questore ha parlato in conferenza stampa presentando i particolari del modello varato: «A partire da quest’anno lo stadio Olimpico avrà le curve ridotte. Si passa da 8.700 posti a 7.500 posti».

Da oggi in poi in curva dovrà essere garantito l’accesso al corridoio centrale, «come previsto dalla legge», puntualizza il questore aggiungendo che sarà inoltre creato maggiore spazio ai lati del settore dove non potranno sostare i tifosi. «La situazione delle curve allo stadio Olimpico è inaccettabile. Si mette in pericolo l’incolumità degli spettatori. Il nostro obiettivo – prosegue il questore – è quello di permettere a tutti di guardare la partita in sicurezza. Serve una migliore distribuzione dei tifosi». D’Angelo poi punta il dito contro gli steward: «A fine campionato abbiamo aperto un’indagine su alcuni steward, sette o otto, per mancati interventi come scavalcamenti di tifosi nelle curve in loro presenza».

Il questore poi rende noti alcuni dati: sono 184 i daspo nella stagione calcistica 2014/2015, rispetto agli 80 dell’anno precedente. «Continueremo ad avere il pugno duro contro i violenti». Incrementato nella scorsa stagione calcistica all’Olimpico il numero delle forze di polizia impiegate e soprattutto per le gare della Roma passando da circa 9.500 a oltre 13.000.

Il questore poi affronta il tema più intricato, quello della divisione delle curve e dell’innalzamento delle barriere: «Le due curve saranno divise in due sottosettori già nella fase di prefiltraggio». «I controlli nei confronti dei tifosi – spiega il questore – cominceranno al di fuori dei tornelli attraverso un apposito corridoio con le cosiddette betafence (recinzioni di metallo anti-scavalcamento) all’esterno delle curve». «Abbiamo anche previsto l’innalzamento delle barriere che separano i settori continui alle curve», ha spiegato ancora d’Angelo. «Lo stadio Olimpico non si presta dal punto di vista logistico, è obsoleto. Ci auguriamo che presto si arrivi ad un nuovo stadio che contribuisca a migliorare l’afflusso dei tifosi e la distribuzione delle forze dell’ordine. L’impianto – sottolinea – si trova in una posizione non buona, con folta vegetazione nelle vicinanze. Per questo chiediamo che le gare ad alto rischio non vengano giocate di sera, quando è molto più difficile per i nostri uomini il controllo tra la vegetazione».

«Per le partite di calcio allo stadio Olimpico non siamo disposti a tollerare una situazione come quella dell’anno scorso, quindi stiamo predisponendo un miglioramento della video sorveglianza e siamo in attesa delle autorizzazioni per introdurre i tornelli biometrici».

«L’area di prefiltraggio dell’impianto, contrariamente a quanto prescrive la normativa di settore, consente la circolazione sull’intero perimetro e quindi agevola coloro che vogliono esercitare pressione sui tornelli per accedere in altri settori» ha concluso il questore.
«La casistica delle illegalità registrate allo stadio Olimpico è alimentato da un degrado culturale diffuso nel comportamento degli spettatori che necessita di un approccio integrato – quindi non meramente di polizia – idoneo ad intervenire sulle cause alla base di simili comportamenti»

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