Stadio della Roma, Magliaro: “L’incontro tra Comune e Acea di domani può imprimere una svolta”

Stadio della Roma, Magliaro: “L’incontro tra Comune e Acea di domani può imprimere una svolta”

Poi aggiunge: “Ieri c’è stata una delle due riunioni preparatorie del Campidoglio con la Città Metropolitana. In sintesi il problema era la questione degli svincoli. L’amministrazione li vorrebbe in un certo modo”

di Redazione, @forzaroma

Continua la telenovela intorno al progetto del nuovo stadio della Roma. L’iter procede a rilento e Fernando Magliaro, giornalista de Il Tempo, fa il punto della situazione ai microfoni di Teleradiostereo: “Siamo andati un po’ avanti.  Ieri c’è stata una delle due riunioni preparatorie del Comune con la Città Metropolitana. In sintesi il problema della riunione di ieri era la questione degli svincoli. Il Comune li vorrebbe in un certo modo, mentre la Città Metropolitana ha altre esigenze. E’ prevista per questo mercoledì una riunione del Comune con Acea per fissare alcune questioni in materia di odori in determinate condizioni atmosferiche”.

Una volta tanto non potrebbe partecipare anche Pallotta?
Potrebbe, ma credo sia una cosa un po’ inutile. Ha vissuto la vicenda in modo diretto ma sempre con dei canali di intermediazione, vedi ad esempio Baldissoni. La sua partecipazione in una riunione così tecnica non sarebbe così utile. Questa riunione potrebbe imprimere una svolta. Chi si occupa della vicenda Stadio in Comune ha ricevuto l’indicazione di chiudere, in un senso o nell’altro, l’intera questione. Paradossalmente più va avanti la vicenda più è difficile tornare indietro. Il fatto che il progetto Stadio non sia saltato deve farci riflettere. Se con un esponente come Berdini il progetto non è saltato vuol dire che evidentemente le cose erano state fatte talmente bene che era impossibile tornare indietro. La procura di Roma ha passato la vicenda al setaccio e sullo Stadio in quanto procedimento non ha avuto nulla da ridire. L’iter è stato ben incardinato. Chi ha dato avvio al procedimento lo ha fatto con un rigore che ancora oggi è cristallino. Non ce ne rendiamo conto a sufficienza ma qui si sta facendo non uno stadio, ma un quadrante intero della città. Qui si è parlato anche delle singole piante che dovranno essere presenti nella zona.

Possibile che dopo anni e anni ancora si parli di odori?
C’è da fare anche un’altra considerazione. Io preferisco avere la certezza di vedere le cose fatte bene piuttosto che accorgermi domani che qualcosa non funziona perché non è stato sufficientemente vagliato. Chi sta ponendo delle problematiche non lo fa per antipatia nei confronti della Roma o di Pallotta. Se e quando la Lazio vorrà realizzare un proprio stadio andrà incontro alle stesse difficoltà. La garanzia è che le firme che arriveranno alla fine garantiscano noi cittadini e noi tifosi. Quando questo stadio aprirà, perché io sono ottimista sul fatto che la questione andrà in porto, voglio essere nelle condizioni di raggiungerlo senza partire ore ed ore prima, ad esempio.

Si legge da fonti qualificate di un rinnovato clima politico cambiato in meglio, per quanto riguarda lo stadio…
Mah… Non sono d’accordo per una ragione molto semplice. Il governo in questo momento non ha potere di intervento da nessuna parte sulla questione stadio. L’unica possibilità, ma si tratta davvero di una boutade, è che il governo domani si svegli con la volontà di finanziare il ponte di Traiano. Cosa che ritengo altamente improbabile. Credo che rimarranno sulle loro posizioni, magari ammorbidiranno l’opposizione ma già si tratta di un’opposizione molto blanda.

Il tratto di metropolitana che interessa alla Roma è quello fino a Tor di Valle…
La Regione dice che sarà in grado di completare tutti i lavori prima dell’apertura dello Stadio, non solo la tratta che arriva a Tor di Valle. Ci sono 45 milioni che la Roma deve versare nelle casse del Comune, che verranno usati per la Roma-Ostia, specificamente per l’acquisto di nuovi treni. Che io sappia con 45 milioni di euro ci si fa ben poco, ma ad ogni modo la Roma pensa di poter versare quei 45 milioni per essere a posto, mentre il Comune continua a far presente che i lavori devono essere completati per l’apertura dello Stadio. Se la Roma si rende conto che il Campidoglio vuole fare melina, potrebbe chiudere la vicenda dando un ultimatum, portando il Comune in tribunale per un maxi risarcimento.

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