Stadio della Roma al Flaminio, Italia Nostra: “Demolirlo sarebbe ridicolo”

L’Associazione per la tutela del patrimonio nazionale ha aggiunto: “Si trovi una soluzione moderna e realizzabile per delocalizzare l’impianto da Tor di Valle”

di Redazione, @forzaroma

La Roma di nuovo al Flaminio. In questi giorni si è tornato a parlare con insistenza della vicenda Stadio della Roma, viste le difficoltà di costruire l’impianto a Tor di Valle. Tra le suggestive alternative per i Friedkin ci sarebbe anche lo stadio Flaminio, attualmente abbandonato e inagibile, che andrebbe chiaramente ristrutturato. A tal proposito sarebbe stato interpellato anche il famoso architetto Renzo Piano. Un’ipotesi che decisamente non piace a Italia Nostra, che al contrario la ritiene ridicola e da respingere senza esitazioni”. In una nota, l’Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, commenta così: “Lo stadio Flaminio, illustre opera degli anni ’60 di Antonio e Pierluigi Nervi, deve seguire la strada virtuosa già impostata: il restauro conservativo finanziato da CDP nel capitolo del Credito Sportivo e dato in seguito in gestione, sempre con vocazione sportiva, a Sport e Salute SpA. L’emendamento ‘sbloccastadi’ (ad usum delphini?) che ritiene indegni i vincoli sull’architettura contemporanea è quanto di più oscurantista ed opportunista che sia stato di recente partorito. Ma nessun amministratore al mondo è obbligato a farlo proprio”.

Demolire lo Stadio Flaminio invece di trovare una soluzione urbanistica moderna e realizzabile per delocalizzare lo Stadio della Roma da Tor di Valle – si legge nella nota di Italia Nostra – è semplicemente ridicolo. Qualsiasi sia il pensiero riduttivo e di fede calcistica dell’estensore dell’emendamento e chi gli va dietro senza il lume della ragione e del concetto di salvaguardia del patrimonio di eccellenza, sappia che è in aperta contraddizione con il pensiero della cultura architettonica nazionale ed internazionale. Fosse anche il pensiero di un noto e fino ad ora stimato architetto di grande fama. La strada della demolizione dell’opera d’arte ‘Stadio Flaminio’ e l’eventuale deprecabile ‘risorgimento dello Stadio della Roma sulle sue ceneri’ è da respingere senza esitazioni”.

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