Spalletti striglia Dzeko: “Voglio che venga a pregarmi per dargli una maglia”. A Udine torna De Rossi

Spalletti striglia Dzeko: “Voglio che venga a pregarmi per dargli una maglia”. A Udine torna De Rossi

Il centravanti bosniaco confermato titolare. Il tecnico: “Le motivazioni gliele dà tutto ciò che è stato scritto e detto in questi giorni”. Nainggolan, Pjanic e Manolas stanno bene, convocato anche il numero 16

di Valerio Valeri

Oggi alle 18 la Roma ha preso il volo per Udine, dove domani alle 15 giocherà nella nuova “Dacia Arena”. L’obiettivo è l’ottavo successo di fila, per tenere il terzo posto difendendolo dagli attacchi di Fiorentina e Inter. L’eliminazione dalla Champions League per mano del Real Madrid non dovrebbe aver lasciato strascichi, come spiegato anche da Luciano Spalletti nella consueta conferenza stampa pre-partita. Un problema concreto poteva essere quello dei malanni fisici di alcuni giocatori-chiave: Nainggolan, Pjanic, Manolas. Ma tutti e tre sono stati convocati (anche il centrale greco, uscito dal campo in anticipo durante la rifinitura odierna), come anche Daniele De Rossi, rientrato a pieno titolo dall’infortunio al polpaccio.

“DZEKO DEVE PREGARMI” Il centravanti bosniaco non sta passando un momento brillante, per utilizzare un eufemismo. L’ex Wolfsburg e City, infatti, dopo il gol al Carpi e la doppietta al Palermo è ripiombato nell’anonimato, perdendo il posto da titolare e rendendosi protagonista, martedì scorso al “Bernabeu”, di un clamoroso errore davanti a Keylor Navas. Spalletti, però, vuole rinnovargli la fiducia e lancia un messaggio al capitano della Bosnia. Voglio che venga a pregarmi per avere una maglia, io non devo far altro che dargliela. Le motivazioni non servono, con tutto ciò che è stato detto e scritto finora, ce le ha per forza”. La Roma, dunque, potrebbe affrontare la squadra di Colantuono con Salah ed El Shaarawy larghi, Perotti trequartista e Dzeko punta, come contro il Real.

TUTTI GUARITI Oggi Nainggolan e Pjanic si sono allenati senza problemi, come anche De Rossi. Il centrocampo giallorosso, che fino a ieri sembrava versare in condizioni difficili, alla vigilia del match torna a rinvigorirsi. Certo, Pjanic non viene da una settimana splendida a causa della botta alla caviglia rimediata in Spagna e per di più è diffidato. Spalletti potrebbe far scendere in campo Keita e Vainqueur davanti alla difesa, oppure far tornare in campo De Rossi dal 1’. C’è anche l’opzione Nainggolan, che potremmo vedere sia davanti alla difesa, sia nel ruolo di Perotti qualora il tecnico toscano decidesse di far rifiatare l’argentino, reduce da nove partite consecutive. Senza dimenticare che Strootman scalpita per poter riassaporare il campo dopo l’esordio con il Palermo.

L’EREDITA’ DI WALTER Sabatini al 90% si dimetterà ufficialmente a fine stagione, ma come hanno scritto diversi quotidiani oggi, il ds umbro potrebbe lasciare una ricca eredità nelle mani del suo successore (Marcello Carli dell’Empoli piace a Spalletti, ma le alternative sono molte), ovvero circa 75-80 milioni di euro. Non un lascito, ma il valore complessivo di alcuni giocatori che sembrerebbero in uscita: Pjanic (45 milioni, Psg in pole), Sanabria (22 milioni, c’è forte il Real), Sadiq (15 milioni, lo vuole l’Arsenal). Tre sacrifici, di cui solo uno davvero doloroso, per fare cassa in vista della prossima stagione e accontentare tutte le richieste del tecnico. La Roma punterà su Alisson,Paredes, Gerson, Ponce e Lo Celso (arriverà per 8 milioni, a meno di sorprese) come ossatura giovane intorno alla quale costruire un futuro radioso, ma dovrà anche investire su uomini pronti, con una mentalità già vincente. E per farlo servono i soldi.

RETROSCENA STROOTMAN Dicevamo prima dell’olandese, che sta proseguendo il percorso di avvicinamento al calcio giocato ad alti livelli dopo oltre un anno di assenza. Come raccontato stamattina da La Gazzetta dello Sport, a fine estate la dirigenza giallorossa chiuse Kevin in una stanza per un discorso a quattr’occhi: “Operati o ti vendiamo”. Il ginocchio dell’ex PSV faceva storie, le cose non andavano e un nuovo “crac” era nell’aria, così da Trigoria decisero di mettere il ragazzo di fronte a un bivio: non operarsi e cambiare squadra, oppure farlo e rimanere alla Roma con un prolungamento di contratto già pronto. Il resto è storia recente, con protagonista il prof Mariani di Villa Stuart.

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