La conferenza stampa del mister alla vigilia di Roma-Chievo: "Totti sta facendo benissimo ciò che volevo. Il mercato? Io non ne parlo, fa tutto Sabatini perché è bravo. In questo momento siamo una squadra bellissima che rema nella stessa direzione"
Penultima giornata di campionato, obbligo di vittoria per continuare a sperare nel secondo posto. Luciano Spalletti è concentrato sulla partita contro il Chievo, in programma domani alle 12.30, consapevole che – nonostante gli uomini di Maran navighino in posizioni tranquille della classifica – non sarà una partita dai tre punti facili e scontati: “Loro verranno a giocarsela, gli piace farlo, hanno questo timbro. Sarà difficilissimo riuscire a batterli, il fatto che siano tranquilli e che abbiano dimostrato il loro valore, gli dà sicuramente qualcosa in più”.
TESTA AL CAMPO, IL RESTO È NOIA – Concentrazione massima al match di domenica, senza pensare alle distrazioni del mercato: “Finché non finisce il campionato non ne parlo. Noi abbiamo lavorato sempre per l’impossibile, per alzare la qualità del lavoro. Ora ci siamo creati la possibilità che l’impossibilità avvenga, non posso farli distrarre. Sono tutti sintonizzati su domani. Devo rimanere dentro questa attenzione che ci mettono, la strada la stanno indicando da soli e ci vanno tutti. E l’impossibile a volte succede, siamo stati bravi a lavorarci. Tutto il resto è noia”.
DZEKO E I PARENTI – Domani il tecnico sceglierà la formazione migliore, quella che è stata capace di regalare tante vittorie e gol in questo girone di ritorno. Quindi con l’esclusione di Dzeko: “L’ho usato poco e non l’ho fatto sentire così comodo come altri, però è sempre stata una scelta conseguenza degli allenamenti. Sembrerò noioso, però devo ridire le stesse cose: per me sono importanti gli atteggiamenti, i segnali che mi fanno arrivare al risultato per la Roma. Io non ho parenti, lavoro in funzione dei risultati per la Roma”. Parole al miele invece per Francesco Totti: “Francesco sta facendo perfettamente la figura che speravo diventasse. In termini di presenza nella squadra, nel gruppo, in termini di condizione fisica e intensità, qualità negli allenamenti, lunghezza e scatti. Sta facendo quello che volevo e sono molto soddisfatto del suo contributo”.
STADIO PIENO – Domenica i giocatori potranno riavere il supporto di uno stadio pieno, cosa che non si vedeva in campionato dal match di andata contro la Juventus. “Avevamo nostalgia dei nostri tifosi, ogni volta che arrivavamo chiedevamo quanta gente ci fosse, essendo abituati a quel tipo di abbraccio. Significa ritrovare un grandissimo amico che precedentemente ti aveva aiutato moltissimo, poi per un periodo non ha potuto più farlo. E’ un piacere, un ricominciare con una forza maggiore e quando si ha una squadra bella e una Curva bellissima è tutto più facile se si va tutti nella stessa direzione”.
LA CONFERENZA STAMPA DI SPALLETTI
Sulle condizioni degli infortunati. "Keita è fermo a causa della caviglia sinistra, lo abbiamo ringraziato perché nell'ultima partita si era messo a disposizione anche se non stava bene, ma questa settimana ne abbiamo dovuto tener conto. Per cui probabilmente non ci sarà. Manolas ha preso questa botta al piede, va gestito e oggi ci sta che non lo si veda in rifinitura, abbiamo valutato che gli possa essere accaduto qualcosa e potrebbe non esserci. Rientrano Torosidis, Florenzi, Falque e Ucan che aveva avuto quel problema respiratorio. Gyomber è rientrato, è a disposizione. Rifaccio i complimenti a Ranieri perché ha fatto un'impresa e come ho già detto, non ricordo una cosa simile se penso al passato. Lui ha dimostrato di essere uno dei migliori e giusto che goda ciò che gli viene detto. Nessuno gli ha regalato nulla, bravissimo".
Il Chievo ha dimostrato di essere difficile da battere, non ha mai mollato anche dopo la salvezza. Cosa si aspetta? Una squadra spensierata e aperta o attenta?
Hanno calciatori specialisti per salvezze sicure, hanno calciatori adatti a questo campionato, sono esperti per lavorare in tranquillità, con loro sai che puoi fidarti. Poi hanno una cultura e una storia che parte da Malesani in B, me li ricordo quando ero all'Empoli, era una squadra intensa e tatticamente bellissima. Poi Delneri, anche Corini che mi piacque molto anche se in alcuni periodi ha fatto meno bene. Maran ha cambiato qualcosa. Loro verranno a giocarsela, gli piace farlo, hanno questo timbro. Difficilissimo riuscire a batterli, il fatto che siano tranquilli e che abbiano dimostrato il loro valore, gli dà sicuramente qualcosa in più. Per noi è stato così anche altre volte".
Strootman contro il Genoa ha fatto 90 minuti, ora è un'arma in più? Emotivamente come sta?
E' una macchina. E' sempre uguale. Dal primo giorno che l'ho visto a disposizione è sempre stato così. Si allena sempre alla stessa maniera, anche quando vorresti fare un lavoro meno intenso, lui va alla ricerca del massimo. Ha bisogno di toccare quel livello per essere dentro ciò che gli piace essere, ovvero il leader e campione che vuole sempre il massimo impegno. Quand'è tornato probabilmente dentro di sé ha avuto un aiuto, un segnale che aveva lavorato bene. Quando inizialmente gli avevo detto che era in lista Champions e poi l'ho levato, è tornato ad allenarsi senza cambiare nulla. Avevo commesso quell'errore... poi magari ti dispiace e in settimana pensi che possa accusarlo, invece no. Lì ti rendi conto con chi hai a che fare. Ha giocato una partita importante, da campione quale è, al livello che ci aspettavamo, considerando che ce ne sono altri che hanno giocato bene, ci sono tanti giocatori forti a centrocampo. Difficile dirlo ora, potrebbe sminuire anche altri se dicessi che domani gioca o non gioca.
C'è un fatto nuovo: torna il grande pubblico. Cosa significa per voi?
Molto. Avevamo nostalgia, ogni volta che arrivavamo chiedevamo quanta gente ci fosse, essendo abituati a quel tipo di abbraccio. Significa ritrovare un grandissimo amico che precedentemente ti aveva aiutato moltissimo, poi per un periodo non ha potuto più farlo. E' un piacere, un ricominciare con una forza maggiore e quando si ha una squadra bella e una Curva bellissima è tutto più facile se si va tutti nella stessa direzione.
Totti può giocare titolare domani?
Secondo me Totti sta facendo perfettamente la figura che speravo diventasse. In termini di presenza nella squadra, nel gruppo, in termini di condizione fisica e intensità, qualità negli allenamenti, lunghezza e scatti. Sta facendo quello che volevo e sono molto soddisfatto del suo contributo.
Dzeko è partito titolare solo una volta nelle ultime sette partite. E' perché la squadra ha trovato un equilibrio senza di lui o forse da parte del giocatore sta mancando qualcosa?
Che obiettivo hai in questa domanda? I gol o ti sta simpatico il giocatore? L'obiettivo saranno sempre i gol. Io parlo sempre di squadra. ognuno può essere parente di chi vuole ma io guardo ai risultati. In diciassette partite abbiamo fatto 40 goal. Dzeko ha giocato poco, è colpa mia sennò lui poteva dare di più. Io valuto in condizione dei gol e dei numeri, devo vincere e segnare. Se lo fanno... io sono a dama. Quella è la ricerca nostra. Lui ha caratteristiche che gli altri non hanno e se facciamo funzionare le sue caratteristiche dentro questi numeri, ci sono altre possibilità in più. Al primo posto ci sono le vittorie e i numeri che te le facciano ottenere. Con Dzeko, avendo quella fisicità , mantenendo le stesse qualità e le stesse caratteristiche che la squadra evidenzia, probabilmente avremmo ancora di più. Però poi ci vuole il lungo periodo. Lui in questi numeri c'è, ha fatto il suo. L'ho usato poco e non l'ho fatto sentire così comodo come altri, però è sempre stata una scelta conseguenza degli allenamenti. Sembrerò noioso, però devo ridire le stesse cose: per me sono importanti gli atteggiamenti, i segnali che mi fanno arrivare al risultato per la Roma. Io non ho parenti, lavoro in funzione dei risultati per la Roma. Qualcuno di voi anche per altro, io no. Posso riuscirci o meno.
Lei spesso sottolinea l'importanza quasi capitale del secondo posto.
Io ho detto l'importanza del terzo posto, il secondo è un miraggio/miracolo. Lei vorrebbe passare sopra il terzo, quello era quasi impossibile da raggiungere viste le condizioni di partenza, il terzo era quasi impossibile da raggiungere. Per cui a questi ragazzi va dato il grandissimo merito di aver portato a casa un risultato enorme, sottolineamolo.
Mi riferivo alla partecipazione alla Champions. Sabatini è sembrato però preoccupato sulla permanenza di due o tre calciatori più importanti, che ci vorrebbe una manovra "a coda di gatto maculato". Lei ha avuto rassicurazioni dalla proprietà?
A me è sembrato che abbia detto anche che Radja e Miralem rimangano, però è un dialogo che io ora non voglio avere. Finché non finisce il campionato non ne parlo. Poi farei quello che chiedo di non fare ai ragazzi. Noi abbiamo lavorato sempre per l'impossibile, per alzare la qualità del lavoro. Ora ci siamo creati la possibilità che l'impossibilità avvenga, non posso farli distrarre. Tutti fanno i loro interessi, ma ora mi sembra che nella squadra ci sia un obiettivo unico. C'è partecipazione anche quando stanno fuori. Ho visto a Genova atteggiamenti, nell'andare a fare il proseguo della barriera per esempio, che simboleggiano la ricerca dei dettagli e per me è una goduria. Sono tutti sintonizzati su domani. Devo rimanere dentro questa attenzione che ci mettono, la strada la stanno indicando da soli e ci vanno tutti. E l'impossibile a volte succede, siamo stati bravi a lavorarci. Tutto il resto è noia.
Paredes, Sanabria e Iturbe: quali di questi tre studierà di più? Un suo parere?
Sono tre buoni calciatori, lo hanno fatto vedere. A volte si passano periodi migliori, altri più difficili, ma sono calciatori di valore che verranno osservati bene. Abbiamo uno specialista come Sabatini, quello che dice lui è giusto che lo dica, sa fare il suo lavoro. Voglio vedere questo gatto maculato che sarà. Lo facciamo fare a lui, perché è giusto che provi, indaghi, si muova. Sono dentro un'altra situazione, che è quella del campo e del riuscire a far funzionare la squadra. Sono loro che determinano il risultato, ma vanno fatti funzionare insieme e diventa un'addizione importante.
In questi giorni si è parlato di come colmare il gap con la Juve. Per lei è più un discorso tecnico o di mentalità?
Mentalità e carattere sono belle parole, vanno messe sopra alla qualità dei calciatori, che debbono avere qualità tecnica, spessore di gioco con la palla e allo stesso tempo avere un carattere che completi. Noi dobbiamo fare qualche passo in avanti, ma abbiamo riacquisito l'apporto di calciatori che per carattere possono dare tanto. Sta migliorando anche Castan, lui è un giocatore che se sta bene in allenamento già alza il livello di qualità caratteriale per tutti. Poi Strootman, e anche De Rossi che ha fatto bene a Genova. Pjanic, uno che le responsabilità se le prende e sa essere leader, ne abbiamo bisogno di più di uno. Questo forse, quando andiamo a guardare la Juventus, va migliorato. E poi il numero dei calciatori che hanno tutti dello stesso livello, allegri è stato bravissimo a cambiare la tattica, ha giocato a 3 e a 4, sa cambiare durante le gare e i giocatori mettono in pratica subito ciò che chiede. Ci sono tante squadre da cui doversi guardare, come il Napoli. Inter e Milan sono altre due squadr forti, non solo chi ti arriva prima e basta. Queste sono tutte forti, poi bisogna riuscire a prendere il meglio dalla squadra e chiunque di loro può arrivarti davanti. Dipende da come lavori, dal clima che hai intorno, dalla professionalità continuativa anche dopo le partite, durante gli allenamenti, anche a casa. Dipende da tante cose e quando tutti sono coinvolti come in questo momento, in cui siamo una squadra bellissima, allora ci sta di passare avanti a chiunque. Ma poi non è detto che sei più forte, ma che hai fatto funzionare meglio le cose.
Florenzi: l'impressione è che spesso venga schierato più dove serve, più che dove potrebbe rendere meglio. Sarà la sua veste anche in futuro?
Io faccio così proprio perché non so qual è il suo ruolo migliore. Potrebbe rendere meglio più vicino alla porta? Forse. Anche se ad oggi dovrebb prendere il posto di El Shaarawy o Salah. E' una posizione in cui ci ha mostrato di saper stare, perché quando lo usi basso difensivamente non è il suo compito, ma quando attacca con la sua qualità costringe l'avversario a fare cose a cui non è abituato, dà un contributo in avanti, va a sommarsi a Salah, dargli numeri in più. Sono in due ad arrivare da quella parte. Lui può giocare in più parti, per me è un merito e serve alla squadra, perché bisogna cercare di far quadrare il gioco della squadra, quindi se riesci a far essere più forte un undici, piuttosto che 11 calciatori forti singolarmente, vai più in là. I fatti dicono che non abbiamo sbagliato tantissimo, però ci può essere di fare meglio. Florenzi, per me e per quel che sa fare nei vari ruoli, è uno da tenere in considerazione per tre posizioni diverse che sa interpretare con eccellenza. Basso, alto e centrocampista.
(Diretta della conferenza stampa a cura di Valerio Valeri)
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