Convegno "La legalità rompe le barriere. Lo stadio Olimpico tra presente e futuro", presenti il Questore e il Prefetto di Roma, e i rappresentanti della Roma e della Lazio

E' in corso, presso l'aula magna del Rettorato dell'università La Sapienza, il convegno "La legalità rompe le barriere. Lo stadio Olimpico tra presente e futuro". La legalità sarà protagonista di un momento di incontro tra istituzioni governative, mondo dello sport e giovani studenti e universitari. Saranno presenti all'evento il Questore di Roma, Nicolò D'Angelo, insieme a rappresentati della Roma e della Lazio. Il rettore Eugenio Gaudio porterà i saluti ai partecipanti. È previsto poi l’intervento del Questore di Roma, del Prefetto Franco Gabrielli, e la testimonianza di Marisa Raciti.

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CRONACA EVENTO

Ore 12.45 - Al termine dell'evento il tecnico Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti, tra i quali quello di Forzaroma.info:

Parliamo di progetto stadi pieni e di comportamenti regolari. Si passa attraverso questo, perchè ad esempio molte persone non sono a conoscienza di quello che avviene e di ciò che subiscono i calciatori: le barriere tolgono la libertà. ma è un togliere la libertà anche l'impossibilità di stare in un giardino vicino allo stadio quando c'è la partita, oppure non avere la possibilità di girare per il mondo con la maglia di un calciatore. io ho un figlio che studia nel Michigan e quando torna in Italia si deve levare la maglia della Roma e quando va ell'stero se la rimette. Bisogna cambiare qualcosa, giustamente anche con la nostra reponsabilità, mandando messaggi corretti. La Roma questo messaggio l'ha mandato, abbiamo avuto un solo cartellino rosso in venti partite, per doppia ammonizione. Ci adoperiamo per questo ma ci vuole anche un contributi affinchè ci sia la possibilità di riempire gli stadi. 

L'addio di Pjanic?Siccome la Roma ha fatto un campionato importante è chiaro che questi calciatori - che sono coloro che hanno permesso ciò con la loro qualità - sono nel mirino di alcune società. Ma questi giocatori mi hanno anche assicurato da un contatto diretto  - perchè con loro ci parlo quotidianamente - che vogliono rimanere alla Roma. Questi discorsi vanno approfonditi perchè ci sono delle situazioni nel calcio che si possono andare a scatenare, cioè che una società prenda un giocatore da un'altra società. Valuteremo ma la volontà dei calciatori è quella di rimanere a giocare nella Roma, perchè si sono trovati bene e hanno piacere a indossare questi colori?

Le dispiacerebbe vedere Pjanic con la maglia della Juventus?Io ho piacere se i giocatori fanno quello che gli fa piacere fare. Hanno delle situazioni individuali soggettive con le quali si devono confrontare. Dobbiamo passare attraverso regole di proposte, coinvolgimenti, obiettivi e qualità.

Le barriere resterannoHo conosciuto altri nuovi perchè si mettono. Bisogna comportarsi bene, essere responsabili. Io non posso accettare che mia figlia di cinque anni siano in pericolo o in mezzo alla confusione. Ho avuto la fortuna di vedere calcio all'estero, queste cose succedono solo qui. Ci sono passioni e sensazioni diverse ma all'estero non succede così. Ci vuole più passione per quello che deve essere lo spettacolo, lo sport e l'amore. Non dobbamo usare questo per fare confusione. Si inventino un altro sport dove vogliono fare quello che gli pare fuori dai centri abitati.

Ore 12.20 - Prende la parola il Prefetto di Roma, Franco Gabrielli: “Le barriere sono state volute dal 2014 da una task force voluta dal Ministero dell’interno. Io e il Questore abbiamo solo applicato le regole che ci hanno dettato. Sono stato insultato nei peggiori dei modi, ma anche: “Gabrielli come Raciti e come Falcone”. Per me è un onore essere associato a questi due grandi uomini. In tutti questi mesi nessuno mi ha fatto sentire la vicinanza. Anche la stampa non ha mai scritto una parola di solidarietà per quello che è successo a noi che abbiamo solo applicato delle regole. La barriera non censente di abbracciarsi? Sorrido amaramente. 3500 persone devono abbracciarsi? Gli stadi sono il luogo dove la gente manifesta il tifo, ma sono dei luoghi di spettacolo che rispondono alle leggi di questo Paese e che ripongono al vertice di tutto la salvaguardia delle persone che vi sono dentro”.

Ore 11.50 - Parola al presidente della Lazio, Claudio Lotito: “Lo sport deve essere un elemento di unione, di forza, proprio per attenzione mediatica che ha. Non deve essere un elemento di disaffezione. Io non porto mio figlio allo stadio per sentire i cori di insulto, la partita la faccio vedere a casa. Bisogna prevenire e individuare chi crea problemi, perché non tutti sono così. All’interno della Curva ci sono persone per bene che vogliono vedere la partita e tifare. Se avessimo gli stadi di proprietà sarebbe più facile prevenire i problemi. Dobbiamo promuovere il tifo allo stadio e reprimere le azioni vandaliche di coloro che creano problemi. Il tutto nel rispetto delle regole”. 

Ore 11.45 - Interviene il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni: “Abbiamo aperto un settore allo stadio per le famiglie, stiamo portando avanti l’iniziativa “A scuola di tifo” dedicata al rispetto e abbiamo portato 600 bambini allo stadio. Il tifo è una malattia solo perché si soffre per la squadra, ma non è una malattia da debellare. Non dobbiamo cadere nell’equivoco che il tifo sia illegalità. Se bisogna prendere dei provvedimenti negativi ci deve essere un percorso a superare la negatività. La barriera induce al non prendersi delle responsabilità. Una barriera posta tra due tifoserie dà anche l’input all’insultarsi perché tanto c’è una protezione tra le due fazioni, toglie la responsabilità. Noi dobbiamo puntare all’eliminazione delle barriere e a far assumere le responsabilità”

Ore 11.15 - Prende la parola il tecnico giallorosso, Luciano Spalletti: "Una volta un calciatore è venuto da me dicendomi: "Mister io non sono in sintonia con la regola di non utilizzare il cellulare nello spogliatoio". Io gli ho risposto che questa è una mia regola, per il rispetto di chi è all'interno dello spogliatoio. Lui ha replicato: "Io però ho un problema, mia moglie e i miei figlio sono per strada e finchè non sono sicuro che sono seduti all'interno dello stadio io non gioco tranquillo". In quel caso devo venire in contro a quelli che creano questa situazione, e se vogliono bene alla Roma devono modificare qualcosa. I calciatori danno il numero di cellulare della moglie al massaggiatore per sentire se i propri figli sono a posto. Se i giocatori non entrano in campo tranquilli non danno il meglio di loro stessi. Le barriere? Bisogna trovare delle soluzioni diverse. Capisco la situazione di non controllo ma gli stadi sono vuoti e vanno riempiti. C'è solo un momento per consentire le barriere, quelle degli avversari quando tira le punizioni Totti. Contratto di Francesco? Io sono felice se è felice Totti, se lui vuole fare il contratto io sono al suo fianco, gli do un aiuto, un supporto"

Ore 10.45 - Interviene il Questore D'Angelo: “Non c'è libertà se non c'è legalità. Raciti è morto per garantire la legalità per un incontro di calcio. Abbattere le barriere? Le vere barriere insormontabili che si trovano in uno stadio sono l'arroganza di giudicare la madre di un ragazzo ucciso perché di un'altra squadra, la lotta per il territorio e il disconoscimento di qualunque regola. Le autorità hanno detto basta, allo stadio Olimpico abbiamo applicato le regole che già esistono, in maniera rigida e severa. Per il percorso iniziato in maniera difficile e traumatica ringraziamo il Coni e le società Roma e Lazio nelle personalità di Baldissoni e Lotito, e il presidente Tavecchio. Roma e Lazio attraverso i delegati alla sicurezza e grazie allo slo stanno cercando di sviluppare il dilago positivo a cui però siamo ancora lontani. Il nostro dovere è riportare famiglie e bambini allo stadio dove possono crescere con l'ideale dello sport. Vogliamo consentire la crescita sportiva in un Paese come l'Italia”

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Ore 10.20 - All'apertura del convegno prende la parola il capo del Gabinetto della Questura, Roberto Massucci: "Lo stadio può essere una delle esperienze più belle da vivere ma anche una di quelle più drammatiche. Sta a noi cambiare le cose, per abbattere le barriere ci vuole la legalità. La legalità cerca interpreti e persone che possano portarla in tutti in contesti del viver civile, come ad esempio lo stadio".

Ore 10.00 - Sono arrivati all'università di Roma i rappresentanti della Roma, il tecnico Luciano Spalletti e il direttore generale Mauro Baldissoni. Arrivati anche i rappresentanti della Lazio: il presidente Lotito, il tecnico Inzaghi e il team manager Manzini.

Spalletti Lotito

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