Zappacosta: “Sono legato alla Roma e la città è stupenda. Voglio ripagare i tifosi”

Il difensore: “Sto lavorando tanto per tornare presto sul campo. L’esordio in Nazionale il momento più emozionante. Da piccolo volevo fare il benzinaio e sognavo di giocare in Champions”

di Redazione, @forzaroma

Davide Zappacosta, difensore della Roma, questo pomeriggio sul proprio profilo Instagram ha risposto a diverse domande dei tifosi. Queste le sue parole:

Quanto ti manca il campo da calcio?
Troppo. Ma sonno fiducioso, ho lavorato e sto lavorando tanto per tornare presto sul campo.

Ti ricordi dei tuoi tempi all’Avellino?
Certo che ricordo, sono stati anni fondamentali per la mia crescita professionale ed umana.

Come stai? Speriamo di vederti presto in campo…
Meglio grazie, lo spero anche io sperando che passi al più presto tutta questa situazione.

A dicembre mi sonno operato anche io al crociato. Consigli sul recupero? Esercizi da fare a casa?
Consigli a livello di esercizi non mi sento in grado di dartene. Fortunatamente ho trovato uno staff competente qui a Roma che mi sta dando tanto e mi aiuta su tutto. L’unico consiglio che sento di darti è quello di non mollare e lavorare tanto, rispettando i tempi di recupero che ci vogliono.

In questo momento per te ha senso tornare in campo? 
Non sono scelte che spettano a me! Quello che conta adesso è la salute di tutti.

Ti piace Roma?
Tanto, città stupenda. E poi per la prima volta da quando ho iniziato a giocare sono anche vicino alla mia famiglia.

Quale libro stai leggendo in questo periodo?
Showboat, la vita di Kobe Bryant di Roland Lazenby. Ve lo consiglio.

Miglior gol segnato?
Quello in Champions. Non tanto per il gol ma perché era uno dei tanti sogni che avevo da bambino, quello di giocare e segnare in Champions. Adesso ne ho molti altri da realizzare e spero di riuscirci.

Spero che tu possa rimanere a Roma anche il prossimo anno…
Ho ricevuto tanti messaggi di questo tipo. Ne ho preso soltanto uno ma approfitto per ringraziarvi tutti! Spero di riuscire a ripagare tutto questo affetto.

Quanta voglia hai di tornare in campo da 1 a 10?
1000000000000.

Quando eri piccolo che lavoro volevi fare?
Quando ero piccolo volevo fare il benzinaio perché ogni volta che andavo a far benzina con mamma o papà vedevo che avevano il portafogli pieno di soldi.

In questo periodo giochi alla Play?
Certo, la sera dopo cena. Il giorno mi alleno, prima il dovere e poi il piacere.

La tua più grande emozione nel calcio?
E’ uno sport che trasmette troppe emozioni! Ad esempio giocare davanti a tanta gente, segnare un gol, vincere una partita alle fine e via dicendo. Se dovessi sceglierne uno direi sicuramente l’esordio in Nazionale.

Come è stata la finale di Europa League con il Chelsea? Pensi che la Roma ci possa arrivare?
Momento speciale. Io penso che non ci si debba mai porre dei limiti. E bisogna credere fino in fondo in ogni cosa che si fa.

Sei a Sora?
No, sono a Roma per la sicurezza mia e della mia famiglia.

Cosa hai intenzione di fare finita la carriera agonistica nel mondo del calcio?
Ancora non ci ho pensato, preferisco vivere il presente al 100%. In futuro si vedrà.

Come ti sei trovato a Roma seppure in un anno abbastanza sfortunato per te?
Il mio pensiero principale è quello di guarire e tornare a giocare e farlo nel migliore dei modi. Raggiunto questo primo step naturalmente darò il massimo per essere preso in considerazione.

Cosa stai facendo durante questa quarantena?
Sonno solo a casa quindi ho la giornata bella piena! Oltre agli allenamenti mi tocca cucinare, pulire e fare la lavatrice! Quando invece non sono prese dalle faccende di casa o dagli allenamenti, leggo o gioco un po’ alla play.

Quanto ti sei legato alla Roma da quando sei qui?
Molto! Ho subito un brutto infortunio, ma mi sono rimasti tutti vicini in ogni momento.

Cosa provi quando un bambino di prende come esempio?
Credo sia il massimo per uno sportivo, dare il buon esempio ai ragazzi ed ai bambini.

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