Roma, Kluivert: “Voglio fare più di mio padre, portare il nostro nome in alto nel mondo”

L’olandese: “Voglio avere una grande famiglia, è il motivo per cui sto lavorando duro ora. Se faccio bene adesso non ho bisogno di lavorare dopo e posso godermi i miei figli”

di Redazione, @forzaroma

Justin Kluivert torna sul suo profilo YouTube con la quarta puntata dedicata al suo universo personale. Musica, macchine, serie tv e videogames sono i nuovi temi proposti dal giovane esterno olandese della Roma, che svela anche le caratteristiche della sua donna ideale. Di seguito le sue parole.

Sulle macchine
Mi piacciono. Le cose che hai non sono importanti ma ti danno motivo di credere che stai facendo bene.
Sullo stile
Il modo in cui ti vesti dice come molto su come sei. Presentarsi bene per me è importante, mi fa sentire bene. Mi piace molto tenermi aggiornato sulle novità. Ora ho un nuovo profumo, che ‘wow’… Non so se ve lo farò vedere, forse sì.
Sulle serie tv
Mi piace molto guardare film e serie tv. Me ne dovrebbero dare molte di più perché le ho viste tutte. Mi piace Bad Blood, la Casa di Carta (è il top), Peaky Blinders. Ho visto anche Game of Thrones un po’ di tempo fa. Per me rimane la migliore. Non so chi l’abbia inventata ma è molto creativa. E’ incredibile. In Olanda andavo sempre al cinema, lì hanno anche teatri fantastici… Qui in Italia non ci sono mai andato. Ho anche sentito che i film qui vengono tradotti, perché in questo paese qualunque cosa viene tradotta.
Sull’amore perfetto
I miei amici mi dicono spesso che una ragazza proveniente da un paese diverso dal mio possa andare bene per me. Rispondo sempre che non è vero. Solo una andrebbe bene per me. Ma loro continuano sulla loro strada, pensando che alla fine ne scelga una da un paese diverso dal mio. Non ho una palla di vetro, non posso vedere il futuro. Il futuro è qui davanti a noi e vedremo come andrà. Voglio avere una famiglia felice, grande. Quattro o cinque figli per potermi divertire con loro. E’ anche il motivo per cui io sto lavorando duro ora. Ora ho vent’anni, una lunga carriera davanti. Se lavoro bene adesso dopo non ho bisogno di lavorare e posso godermi la famiglia, i miei figli possibilmente. Tutto questo in modo tale che quando sarò vecchio ce ne sarà sempre uno  che verrà a trovarmi.
Sui social media
Il cellulare fa il tempo di questa generazione. A volte mi stufo di me stesso, quando sto sempre al telefono. Se vedi ora però e lo rapporti a dieci anni fa, chiedendo alle persone di quel tempo come si sono conosciute, loro ti risponderanno al cinema o qualcosa del genere. Da qualche parte nella vita vera insomma. Oggi invece  invece ci sono le conoscenze online, in cui chatti e chiedi ad una persona di uscire e andare a bere qualcosa. Questo è il modo in cui oggi si approcciano le persone. E’ una generazione diversa. I ragazzi, già da quando hanno dai tre ai quattro anni sono tutti sul loro iPad. Quando avevo la loro età c’era la PSP o il Nintendo. Era carino.
Sull’amicizia
Mi piace andare a cena con i miei amici o in vacanza da qualche parte.  Godersi ogni momento e fare quello che vuoi, con le persone che ami e con cui vuoi stare, perché dopo bisogna concentrarsi sul calcio e sulla stagione. E’ un momento in cui ci si può rilassare e una volta che ne hai avuto abbastanza puoi tornare al tuo impegno.  C’è una sorta di equilibrio.
Il suo portafortuna
Sulla scarpa sinistra ho Amsterdam, il logo della città, le tre croci e anche la bandiera dell’Olanda. C’è un po’ di mia madre, insomma. Sulla destra, quella con cui segno, c’è la bandiera del Suriname e del Curacao. Per mio padre. Voglio far diventare il nome Kluivert sempre più grande, più importante nel mondo. Mio padre l’ha portato a livelli altissimi e io voglio fare di più.
Sui videogiochi
A Fifa ho il mio giocatore, a volte lo guardo e lo faccio giocare. E’ divertente. Mi hanno fatto forte, se guardi il gioco non riesci a spostarmi facilmente. Se c’è una palla nelle vicinanze, stai certo che mi batterò per lei. E’ la mia forza, come la velocità. Fa ridere vedere le statistiche che ti danno, il fisico, il tiro, il passaggio, il dribbling…
Sui tatuaggi
Mi piacciono. Ho il 99 perché è l’anno in cui sono nato. Un angelo custode con le ali e le tre croci di Amsterdam. C’è la scritta “Passion” e poi un pallone a forma di cuore. Sul costato ho il nome di mia madre, Angela. Sono nato a maggio, perciò ho tatuato un toro sull’avambraccio. Ho il nome di mio padre, Patrick e poi le mie origini, quelle dei miei nonni che venivano da Suriname e Curacao. Ho poi delle carte da poker col seme dei cuori, li ho scelti perché sono una persona che dà molto affetto. Poi ho Saint Michael, un angelo custode.
In conclusione
Ogni cosa negativa racchiude il suo lato positivo, lo devi trovare e trarne vantaggio. E’ vero anche il contrario. Sono due cose che tengo sempre a mente.
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