I giallorossi non creavano così poco dallo scorso marzo. L'analisi del debutto in Champions tra primi problemi e un aspetto che la rende una squadra speciale

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Rodrigo Mora: "Contenti della prestazione. Serve essere più continui nei 90 minuti"

La Champions non è la Serie A, ma questo forse già lo sapevamo. Per qualità, fisicità e innovazione tattica la massima competizione europea resta un universo a sé. E contro il Fenerbahce Gasperini si è scontrato - viene da dire per la prima volta in stagione - contro un vero rebus da risolvere. Alla fine ne è uscito un pareggio, anche perché l'approccio di Kartal è stato prettamente ostruzionistico e non propositivo, ma nella trasferta di Istanbul la Roma ha creato solamente 0.48 xG. Numeri che con Gasperini non si vedevano da marzo contro Como e Genoa. Il debutto in Champions ci ha restituito dei primi verdetti importanti, ma anche e soprattutto diverse domande chiave.

Gasperini Fenerbahce Roma

Un attacco poco pericoloso: cosa fare contro i blocchi bassi?

Se per un attimo pensare al fatto che il Fenerbahce abbia iniziato dal 1' a difendere contro la Roma può essere gratificante (e forse un po' vanitoso), dall'altro lato consegna nelle mani di Gasperini un interrogativo che finora i giallorossi non avevano affrontato: come battere i blocchi bassi con una linea a 5? Contro il 4-4-2 a zona dell'Atalanta la Roma non ha sudato (chiudendo con 39 tiri totali e più di 3 xG), ma contro il blocco a 5 e le due linee strettissime del Fenerbahce i giallorossi hanno trovato veramente poche risposte.

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Questo il 5-4-1 di Kartel in azione nel primo tempo. Sulla trequarti, la zona dove la Roma crea più problemi agli avversari, non c'è stato spazio per la fantasia di Soulé e Dybala

E se è vero che attaccare una formazione del genere sarebbe stato difficile per chiunque (come dimostrato dalla partita dell'Arsenal contro il Napoli), la Roma resta una squadra a cui mancano ancora giocatori da 1 contro 1 - anche sulle corsie, dove Rensch e Wesley non hanno mai saltato Brown o Muldur.

Serve davvero l'esterno sinistro a questa Roma?

Risposta breve: . O meglio, come ha specificato anche D'Amico, serve un attaccante (magari più di uno) con caratteristiche diverse da quelle che la Roma possiede già con Dybala e Mora in campo. Il calcio moderno - ai massimi livelli - è composto da squadre con sistemi perfetti dove le qualità dei singoli possono esprimersi al meglio. Gasperini chiede profili diversi in attacco da 14 mesi e lo fa perché da tempo ha visto qualcosa che sta diventando sempre più evidente: la Roma ha bisogno di strappi, di giocatori da transizione e da superiorità numerica, sia in attacco che sull'esterno. E non è un caso se le occasioni potenzialmente più grandi sono arrivate col dribbling di Malen su Skriniar e quello di Dybala su Akturkoglu che ha rischiato il rigore prima della revisione (provvidenziale per il Fenerbahce) da parte del Var.

In Champions la marcatura a uomo può diventare un problema?

Sì, ma è proprio questa che ha reso la Roma inarrestabile nelle prime 3 partite di campionato. Il rischio di concedere spazio agli avversari è insito nell'approccio di Gasperini, pregi e difetti che caratterizzano tutte le filosofie di gioco. I problemi maggiori, però, arrivano quando la qualità degli avversari si alza notevolmente così come la loro capacità di muoversi senza seguire posizioni rigide, sparigliando le maglie della difesa giallorossa come fatto da Greenwood sia nel primo tempo che in occasione del gol. È l'incognita con cui la Roma ha scelto di convivere dal momento della firma di Gasperini e con cui bisognerà fare i conti soprattutto contro squadre ancora più attrezzate come il PSG (squadra progettata da Luis Enrique proprio con lo scopo di smantellare qualsiasi sistema a uomo).

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Le due linee (di difesa e centrocampo) della Roma sono in ritardo sul taglio di Greenwood e confuse dalla presenza di Brown (autore del gol) che parte in realtà come terzino sinistro

Indipendentemente dall'errore di Mancini, i movimenti del Fenerbahce hanno aperto diversi spazi nella difesa giallorossa - che possono moltiplicarsi contro formazioni ancora più qualitative e "liquide" (= con giocatori capaci di muoversi per tutto il campo senza troppi problemi come l'Inter o il Como).

Eppure, tra difetti atavici e nuovi quesiti, c'è un aspetto di cui Gasperini può e deve andare fiero: la Roma finalmente può giocarsela con tutti e ha una sicurezza nei propri mezzi che caratterizza solo le grandi squadre. Andare sul campo del Fenerbahce dominando sul piano del gioco non è per tutti, soprattutto con l'emozione del ritorno in Champions dopo 7 anni. Questa squadra è formata da un gruppo vero e - sistemando le ultime lacune - può tornare a sognare in grande e a correre davvero per lo scudetto.

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