Conto alla rovescia in vista dell'esordio in campionato di lunedì contro la viola: il tecnico giallorosso ha parlato così a due giorni dal debutto

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I diversi volti dell'attacco: così Gasperini disegna la Roma

Ormai ci siamo, il campionato è alle porte. Per tornare a vedere in campo la Roma bisognerà aspettare lunedì, quando all'Olimpico arriva la Fiorentina per l'esordio stagionale dei giallorossi. Gasperini, che vuole partire forte e dare subito un segnale, parla in conferenza stampa a due giorni dal debutto. Di seguito le sue dichiarazioni:

LA CONFERENZA STAMPA DI GASPERINI

La rosa è ancora incompleta? "Numericamente sì, perché abbiamo la possibilità di presentare 23 giocatori in distinta. Almeno per quello che ci concede la UEFA, soprattutto per la Champions. Abbiamo ancora due caselle libere a disposizione. Sono arrivati 4 giocatori, tra cui Molina che è un giocatore importante e ha fatto la finale Mondiale anche meno di due mesi fa ed è Campione del Mondo. E' un giocatore già maturo e solido, venuto a sostituire Celik. Sono andati via Dovbyk e Ferguson ed è arrivato Castro, ragazzo di valore. Poi adesso è arrivato Koulierakis, un giocatore che ci mancava in difesa dietro a Hermoso, e Mora. Ultimamente rispetto a maggio sono andati via El Shaarawy, Venturino, Zaragoza... ne è arrivato uno e spero arrivi un altro. Poi sono andati via Angelino e Tsimikas, spero di poterli sostituire. Ridurremo la rosa, cercando di renderla però più competitiva. Dei ragazzi che sono arrivati sono molto soddisfatto. Sono arrivati giocatori che hanno voluto fortemente venire alla Roma, Castro è partito in treno pur di arrivare prima. E così tutti gli altri. Si sono abbassati gli ingaggi, per esigenza, e sotto questo aspetto è stato fatto un lavoro molto molto positivo. Ci sono ancora dieci giorni, speriamo di completare il tutto".

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Come sta vedendo Rodrigo Mora in allenamento? Il fatto che la Roma punti su di lui e la Fiorentina su Mastantuono è un tornare a credere nei giovani? "A volte è una strada necessaria, sì. Ma questo lato può essere anche positivo. Mora è giovanissimo, ma ha già raggiunto valori importanti. Due anni fa al Porto ha segnato 10 gol. E' un investimento importante da parte della società, soprattutto in prospettiva. Ha tutte le caratteristiche per emergere e fare bene".

Manca un giocatore alla Lookman in avanti, che abbia scatto e atletismo? "Siamo partiti con dei profili molto alti, non è una novità questa. Ma ci siamo dovuti scontrare con l'esigenza di mantenere il monte ingaggi sotto certi tetti. Quindi non riesci ad andare a prendere giocatori affermati, che magari abbiano le caratteristiche che necessariamente ricerchi. Però tutti quanti, compresa la società che ha fatto degli investimenti su altri profili di giocatori. Possibilmente giovani, da affermare. Credo che abbiamo una buona varietà, sono molto soddisfatto anche dell'atteggiamento che hanno avuto Dybala e Pellegrini nel ridursi i contratti. Lo stesso Cristante e quelli che hanno rinnovato. Inizialmente anche io pensavo che una volta raggiunta la Champions fossero risolti tutti i problemi di bilancio, forse lo pensava anche la società, la proprietà. Avevamo una visione diversa che nelle settimane abbiamo dovuto modificare con le strategie. Ma siamo tutti abituati a guardare avanti. Magari quello che pensavi di poter fare, ti accorgi che devi fare altro. In relazione alle possibilità di bilancio che potevamo fare siamo tutti soddisfatti di quanto fatto e probabilmente saremo ancora più soddisfatti tra 10 giorni. E spero che lo sia anche la proprietà".

E' giusto ripartire dai 73 punti e dal terzo posto o si tira una riga e si riparte da zero? "Si riparte da zero ogni anno. Quello che è stato fatto è stato molto positivo e soddisfacente per tutti, ma quando si riparte con la stagione si parte tutti a 0 punti e i 73 punti dell'anno scorso vanno rigiocati. Dobbiamo guardare a noi stessi. Nella squadra, nell'undici, c'è stato un bel consolidamento. Nella rosa, però, stiamo cercando di renderla più competitiva, con ragazzi che possono dare e daranno un valore aggiunto. Credo che la rosa sia più competitiva, con ragazzi che hanno molta voglia di giocare per la Roma e di ottenere il massimo. Credo sia un grandissimo valore. Lo hanno dimostrato anche con cose tangibili. Quello che fanno le altre squadre lo dobbiamo tenere in considerazione, alcune sono rimaste fuori della Champions tra cui anche la Fiorentina e altre blasonate, stanno facendo cose importanti perché nel loro DNA c'è il competere sempre per i massimi livelli. Noi in questo momento dobbiamo guardare al nostro percorso, con le possibilità che abbiamo noi e anche la società. C'è il FFP che è limitante, forse la Roma è l'unica società in Italia che deve pagare questa situazione. Situazione che nasce dal pregresso e di cui non ci sentiamo troppo responsabili, ma è così. Bisogna guardare avanti e risolvere questa situazione nel miglior modo possibile, cercando comunque di migliorare la squadra nel modo migliore possibile. Dalla nostra oltre ai numeri abbiamo la passione e ci giochiamo molto. Possiamo fare buone cose lo stesso".

L'ala sinistra la pretende, ne ha bisogno, o se non arriva è la stessa cosa? "Solamente se può essere un valore aggiunto, altrimenti non mi vado a caricare di giocatori tanto per. Chi arriva è fortemente voluto e vuole fortemente venire a giocare nella Roma. Numericamente il discorso è quello fatto prima, si possono aggiungere due giocatori. Ma solo se si potranno raggiungere con le condizioni che si possono avere. Se il mercato offrirà questo sarà così, altrimenti stiamo come siamo".

Come si è arrivati al punto di cambiare strada nel mercato, rispetto a quanto ha detto prima? "Il profilo è solo quello della UEFA, non ci sono altre possibilità. Ci sono delle situazioni che l'UEFA impone e dalle quali anche la nostra proprietà, pur volendo, non può uscire. Cambiano le comunicazioni e le altre situazioni, magari se avessimo fatto Summerville non avremmo potuto fare altro. O forse il suo contratto era sostenibile in quel momento come altri no. Ci sono dei parametri tecnici che non si possono spiegare, potete avere la fiducia della società che sono abbastanza complessi e che costringono una società sotto controllo dell'UEFA come la Roma, unica in Italia in questo momento, a sottostare. Pensavo che dopo sei mesi o con l'arrivo in Champions la situazione fosse risolta, non è così e questo costringe a questo tipo di mercato. Un mercato creativo, ma molto positivo. Diverso da quello che si poteva pensare col raggiungimento della Champions, ma di quello che si sta facendo mi sembra sia buono. In prospettiva sicuramente la Roma troverà del valore in più e risolverà questi problemi dovuti da anni diversi. La Roma ha già avuto due dilazioni e probabilmente non ne può avere altre. Ora è arrivata la resa dei conti, ma facciamo bene uguale e faremo molto bene uguale. Andremo forte uguale, perché questi ragazzi hanno fatto tutti passi molto importanti per giocare alla Roma e per fare una grande stagione alla Roma".

Si aspetta anche delle uscite? "Sulla rosa dell'anno scorso, per completarla, ho già detto che serviva un difensore, un esterno e due attaccanti esterni. Poi si poteva cambiare. Siamo stati bravi a cambiare l'uscita di Celik con Molina, quella di Ferguson e Dovbyk con Castro. Poi dopo dobbiamo completare la rosa. Se ci saranno altre uscite è solamente per dei cambiamenti, per switchare. In questo momento non c'è niente di certo".

Dybala è sembrato in condizione: potrebbe riuscire a fare una stagione con più presenze rispetto agli ultimi anni? "Sono sicuro di sì, perché lo vedo non solo determinato come era anche l'anno scorso ma anche particolarmente forte. Ha fatto una preparazione che forse da tempo non riusciva a completare, senza infortuni. Chiaramente si incrociano sempre le dita. L'anno scorso secondo me è stato sfortunatissima. Ricordo due infortuni, calciando il rigore a Milano e la punizione contro il Torino. Due casi limite, addirittura in uno gli è costato un menisco ed è stato fuori tre mesi e mezzo. Muscolarmente mi sembra molto più tonico. Magari non ha più la velocità e la potenza di tiro di quando era giovane, ma ha migliorato altre qualità. Lo togli in partita per dargli un po' di cambio, altrimenti finirebbe più fresco di altri. E' ancora relativamente giovane, oggi a 32 anni sei nel pieno della maturità tecnica e fisica. Credo farà un grande campionato, sperando che non succedano delle anomalie come l'anno scorso...".

La Fiorentina è completamente rinnovata: ha dei dubbi di formazione che può chiarire? Se arrivano quei due giocatori che sta aspettando si può parlare di Scudetto? "Bisogna vedere anche quello che fanno gli altri, bisogna conoscere gli avversari. Noi dobbiamo guardare alla nostra strada, stiamo cercando di fare il meglio possibile per le nostre possibilità. Sono convinto che noi faremo bene. Parlare di risultato finale non lo so, dipenderà anche dagli avversari. Dobbiamo partire incominciando a pensare alla Fiorentina, squadra che ha fatto molto sul mercato. Con le motivazioni forti che abbiamo in questo momento e la volontà di dare seguito al finale di stagione dell'anno scorso. Sono stati due mesi un po' particolari tra giocatori al Mondiale che hanno una condizione fisica diversa e altri come Mora e Molina che sono arrivati da poco. Come per tante squadre, anche per noi c'è un po' di incertezza in vista della prima partita. La prima partita è sempre quella dove non sei sicuro né della condizione né della globalità della squadra. Alcuni stanno meglio, altri un po' meno. E questo può condizionare la formazione. C'è comunque il mercato aperto. All'inizio avranno bisogno tutti di rodaggio. Quello che non manca è la voglia di partire forte subito. Giochiamo in uno stadio nuovamente pieno, con tante aspettative. Per noi è una forza fondamentale per andare ad attaccare subito la partita con le nostre migliori risorse".

Come ha rivisto Soulé? L'infortunio dell'anno scorso ne ha bloccato la crescita? "Lui ha fatto una grande prima parte di stagione, poi ha avuto la pubalgia. In ritiro è stato parecchio fermo, cercando di curare questo problema. E' arrivato parecchio sovrappeso e non completamente guarito. Invece durante la preparazione è stato bravissimo, eccezionale. Ora è in ottima condizione e ha fatto ottime gare in precampionato, recuperando al meglio fisicamente e atleticamente. Anche sotto questo aspetto credo che sia un giocatore assolutamente recuperato ai livelli della prima parte della scorsa stagione".

Che tipo di gara si aspetta dalla Fiorentina di Grosso lunedì? Pensa sia un bene affrontarla come prima gara, in virtù dei tanti cambiamenti? "Ora come ora non sai mai chi è meglio incontrare, va bene così. Il calendario ci ha messo davanti una prima parte di campionato molto dura sulla carta, ma l'affrontiamo subito con la voglia di partire bene. Loro hanno fatto un mercato molto importante, cambiando allenatore e prendendo giocatori di valore. Mi rifaccio alle partite che hanno giocato nel precampionato e all'ottima esperienza in Serie A di Grosso col Sassuolo. Per loro è una novità, per noi giocare subito questo tipo di gare ci dà la dimensione e il valore del momento".

Quanto manca a chi è tornato dal Mondiale? Come ha visto Malen? "Wesley atleticamente sta bene, ha saltato il Mondiale ma aveva fatto la preparazione. Ndicka e Malen che sono arrivati un po' dopo... Ndicka per struttura fisica recupera abbastanza velocemente, ha dato già buoni segnali a Dortmund. Malen ha patito un po' il Mondiale, più a livello psicologico che fisico, ma giocare nella Roma e sentirsi molto importante non solo come gol ma anche per leadership lo aiuterà a trovare la condizione migliore. Koné è arrivato per ultimo ma recupera abbastanza velocemente, El Aynaoui è in una via di mezzo. Sono cose normali, non ci vuole tanto tempo. Una settimana o due in più. Anche Molina è arrivato da poco dopo la finale con l'Argentina, ma riacquista la condizione abbastanza velocemente".

Che cosa è successo rispetto alle sue dichiarazioni sui giovani e sull'Under 23, con riferimento all'acquisto di Mora? "Mora ha giocato nel Porto ed è un altro tipo di giocatore anche rispetto a Robinio Vaz e Venturino. Non sono paragoni equilibrati. Poi magari questi ragazzi faranno sicuramente un'ottima carriera, ma Mora mi sembra più avanti. Resta un giocatore giovanissimo, 2007 e di 19 anni. La mia aspettativa è quella di un giocatore di talento, a cui sicuramente non posso mettere addosso la responsabilità di essere un leader di una squadra che gioca in Champions. Ci sono degli step anche per questi tipi di talenti molto importanti".

Come commenta le voci inglesi su Koné e cosa pensa di Lulli? "Lulli è un altro ragazzo giovanissimo, che farà parte della rosa e che seguirà il suo percorso. Mi ha dimostrato di avere caratteristiche valide per far parte della rosa della Roma. Per Koné, al di là delle voci, di fatto non ci sono mai state delle trattative o delle richieste così importanti. Per me nella Roma è un giocatore fondamentale e credo che lui sia contento di giocare per la Roma. Nessuna delle squadre importanti ha venduto nessuno, le vendite soprattutto delle squadre di vertice sono state bloccate".

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