Roma, Destro ‘scansa’ Osvaldo

di Redazione, @forzaroma

Ragazzo di poche parole, Mattia Destro. Meglio così. Compenserà con i gol (speriamo). Ha parlato in conferenza stampa per una decina di minuti circa. L’attaccante ha rifiutato con evidente imbarazzo tutte le domande sul mercato, riguardo l’evolversi della trattativa e l’interesse della Juve, nemica giurata dei tifosi giallorossi (‘si è liberato dalle marcature del padre’, Baldini dixit). Le risposte sono state per lo più banali: dunque in questo caso è preferibile incentrarsi su eventuali smorfie e movimenti gestuali per conoscere meglio il personaggio.

Ebbene, l’impressione avuta è che nel suo inconscio regni un po’ di preoccupazione per la grande abbondanza in avanti, specialmente per la presenza di Osvaldo e Totti. Le sue parole a riguardo sono state: ‘Mi metto a disposizione della squadra, sarà bello confrontarsi con loro, Totti è eccezionale’. In realtà si è capito quanto l’eventualità di finire in panchina possa rappresentare per lui una cocente delusione, dopo una scelta di vita sofferta. A 21 anni Destro già morde il freno. Sarà curioso allora vedere già da Irdning come Zeman gestirà il reparto avanzato. A Brunico il boemo aveva dichiarato: ‘Destro dove giocherà? Beh, con quel nome…’. Indizio o semplice battuta per incentivare l’interlocutore a cambiare discorso?

Il marchigiano ha ricoperto il ruolo di esterno (sinistro) in carriera, e in fase di preparazione è un dovere per il tecnico sperimentare più soluzioni possibili. Tuttavia, a sensazione, un tridente composto da Destro-Osvaldo-Totti appare poco realistico. Tutti e tre sono fondamentalmente dei centravanti, e inoltre la rosa è composta anche da Lamela, Bojan e Nico Lopez, i quali proprio per indole manovrano da posizione defilata. Si vedrà. Di sicuro, il reparto è da considerarsi completo anche riflettendo su una possibile partenza di Osvaldo (il dg Baldini ha glissato sull’argomento e da oggi il tema sarà inevitabilmente ancor più discusso dai media), ma il resto della squadra avrà l’obbligo di renderli il meno possibile dei salvatori della patria. Nel calcio si attacca, ma in Italia di solito ci si difende e vince chi ci riesce meglio.

(calciomercato.com)

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