Ha iniziato nel calcio a 5 prima del Velez. L'allenatore Cielinski gli ha cambiato la carriera, adesso sogna la Capitale dove giocherà con l'amico Soulé
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Si sblocca - finalmente - il calciomercato della Roma. Santiago Castro è ad un passo dal diventare il nuovo centravanti dei giallorossi. Operazione da 35 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Argentino, classe 2004, cresce calcisticamente nel Velez squadra di Liniers (un sobborgo di Buenos Aires). Entra nel club all'età di 7 anni e se ne va nel 2024 quando arriva la chiamata del Bologna. Con i rossoblù vince la storica Coppa Italia contro il Milan, mentre l'anno scorso centra i quarti di finale di Europa League proprio ai danni dei giallorossi. In quel doppio confronto Santiago mette a referto un gol e un assist ma soprattutto si innamora dell'atmosfera che si respira all'Olimpico. Undici i gol la passata stagione. In queste ore sta spingendo per il trasferimento nella Capitale e già in giornata è attesa la fumata bianca. Un altro argentino per Gasperini.
Castro, un Torito per la Roma
Fiuto del gol, tecnico e la garra che non manca mai ai centravanti argentini. Queste le caratteristiche di Castro che da piccolo giocava a futsal poi ha deciso di cambiare e passare al calcio a 11. Ha iniziato la sua carriera come terzino destro fino a quando un allenatore (Daniel Cielinski) gli chiese se volesse giocare come prima punta. Tre i suoi idoli: Diego Milito, Carlos Tevez e Lucas Pratto. L'ultimo è una leggenda del calcio sudamericana e i due hanno giocato insieme al Velez. Santiago, invece, arrossisce quando lo paragonano all'Apache: "Assomiglio un po’ a Tevez? Un po’ sì, forse... Carlos é sempre stato un idolo, un modello: ma lui é lui eh…". Per alcuni aspetti ricorda Lautaro Martinez, per questo lo chiamano il 'Torito'. Ma i soprannomi non finiscono qui. Da piccolo veniva chiamato Toto (diminutivo di Tomas, suo secondo nome) mentre col passare degli anni è stato soprannominato anche 'Locomotiva' per la sua forza e per la corsa e King Kong. Il calcio è sempre stato nel suo destino. Il papà Dario è stato un centrocampista del Comunicaciones. La mamma lavora in ospedale.I tatuaggi per la famiglia e l'amicizia con Soulé
Oltre al calcio la seconda passione di Castro sono i tatuaggi. Ne ha 24 tra cui il Dall'Ara sulla coscia destra ma il più importante è quello per il fratello Ramiro. Santiago ha una R sul polso e dopo ogni gol bacia la lettera per dedicargli la rete. A giugno si è sposato con Augustina Gonzalez. Cerimonia civile a Bologna, poi la festa in Argentina dove ha passato le vacanze insieme a Matias Soulé. I due sono amici, si sono allenati insieme sul campo dei Comunicaciones e condividono anche lo stesso allenatore personale (Guido Viggiano). Castro si affida anche a uno psicologo, il suo amico Gustavo. A convincerlo fu De Silvestri: "È una bella cosa, perché da fuori sembra che la nostra vita sia tutta dorata, perfetta, sicura; e invece anche noi abbiamo necessità, dubbi, bisogno di supporti. Una volta Lollo De Silvestri, che è un po’ il nostro mental, disse: 'Non dovete vergognarvi a parlare con uno psicologo'. In passato ero convinto di poter fare tutto da solo. Ma servono anche altre componenti se vuoi durare a lungo e ad alti livelli". Ora è pronto per la Roma.© RIPRODUZIONE RISERVATA