Le seconde linee permettono di guardare con fiducia alla Roma. E con due rinforzi a gennaio...

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Balerdi, un ingresso da nuovo leader della difesa

Quanto contano le seconde linee. Forse nel calcio di una ventina d'anni fa poco, anche se era sempre meglio averle. Oggi sono la base su cui costruire un percorso di media-lunga durata. Perché le partite sono tante, forse troppe. Lo sa bene Gasperini che la scorsa stagione ha fatto i salti mortali impiegando Baldanzi punta centrale e forzandosi di sorridere quando doveva convincere Tsimikas o Zaragoza ad entrare in campo. Oggi il tecnico sorride davvero, al netto di qualche insostituibile. Ma questo riguarda anche i top club europei. La Roma col Torino (e non solo) ha dato la dimostrazione di non avere undici titolari, ma almeno sedici. Una squadra a cui ancora mancano due pedine per dire di essere alla pari con l'Inter, ma che inizia a fare seriamente. L'esempio più emblematico è Leonardi Balerdi che in rosa ha sostituito Ziolkowski. Non Ndicka o Mancini, Ziolkowki. L'argentino è un titolare, è un giocatore forte sotto tutti i punti di vista, è un leader. Lo si era capito negli spezzoni con Atalanta e Fenerbahce, ieri lo ha dimostrato anche ai poco attenti.

De Roon Torino FC v AS Roma

Discorso simile per Molina che va a prendere il posto di Celik, un'altra camminata. In più scopri Lulli e allora pure il buco di mercato (che resta) sembra meno fastidioso. A centrocampo via musi lunghi, e quindi via El Aynaoui. La Roma prende De Roon. Vecchio? Guardate come entra ieri a Torino. L'atteggiamento giusto, l'esperienza e la fiducia incondizionata di chi lo ha fatto esplodere, al netto di antipatie che sono legittime. In attacco si deve ancora sbloccare Castro, ma con l'Atalanta l'argentino ha fatto capire di che pasta è fatto. E il gol arriverà, di certo Gasp si gode il comportamento in campo. In attesa di scoprire anche Koulierakis, si può tranquillamente dire che la Roma sul mercato ha rafforzato e non di poco quelle seconde linee. È mancata la ciliegina è vero (potrebbe essere Mora? Aspettiamo) ma D'Amico e Gasperini hanno lavorato davvero all'unisono prendendo giocatori funzionali e col giusto carattere. Chiedete a Spalletti se è avvenuto lo stesso alla Juve...

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