Gasperini adesso ha le alternative da vertice. Con i nuovi non ha pagato le assenze di Ndicka e Wesley. Mercato incompleto ma mirato

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Lo scatto - in primo piano - inquadrando le ultime due partite della Roma. Sguardo alle formazioni schierate da Gasperini giovedì a Istanbul e quattro giorni dopo a Torino. I giocatori scelti sintetizzano la credibilità del nuovo corso, firmato D’Amico. Nel debutto in Champions contro il Fenerbahce, dopo il digiuno lungo sette annate, Gian Piero ha dato spazio a interpreti che hanno contribuito alla conquista del terzo posto e al ritorno nella più prestigiosa competizione europea. Nessuna novità, insomma. Contro i granata di Abate, invece, dentro in partenza due acquisti portati a Trigoria in estate e altri tre inseriti in corsa per blindare il quarto successo di fila in campionato. A prescindere dai risultati, il pari prezioso nel viaggio in Turchia e nella vittoria in trasferta contro il Toro, la Roma ha mostrato quanto sia migliorata con i rinforzi dell’ultimo mercato. Cambiando diesse, la svolta c’è stata e si è capito in queste partite. Non per niente Gasperini si infuria quando sente dividere i suoi giocatori in titolari e riserve. Non c’è differenza per lui tra chi inizia la partita e chi entra in corsa. La sua è la “legge dei sedici”, gli uomini che cercherà di mettere in campo in ogni match per garantire, sempre e comunque, brillantezza, intensità e soprattutto competitività alla Roma. Proprio a Torino si è avuta la conferma di quanto la rosa di oggi sia più affidabile di quella di ieri. Mancano tre titolarissimi del suo 3-4-2-1, eppure la Roma non perde la sua identità.

balerdi molina AS Roma Training Session - UEFA Champions League 2026/27 League Phase MD1

gasperini castro AS Roma v Atalanta BC  - Serie A 2026/27
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Gasperini ora ha più qualità nei cambi

Fuori Ndicka, Wesley e Koné. Dentro Balerdi, Molina e Pisilli. I primi due sono appena arrivati. Nazionali argentini (il primo non ha partecipato al mondiale solo perché infortunato, l’altro, campione con Dybala in Qatar, è tornato da vicecampione), non giocatori qualsiasi. Il flashback è d’obbligo. L’anno scorso Gian Piero avrebbe sostituito Ndicka e Wesley con Ziolkowski e Tsmimikas che non sono più a Trigoria. Non c’è da aggiungere altro. Al posto di Koné, avrebbe giocato El Aynaoui, scaricato dopo appena una stagione come gli altri due. Quel ruolo adesso è di Pisilli, cresciuto all’alba di questo 2026 e anche lui nazionale. Gasperini, lo ha detto pure in pubblico, sa di avere più capitani a disposizione. Non solo Cristante e Mancini. E a Balerdi ha subito unito il fedelissimo de Roon, sbarcato last minuti da Bergamo e protagonista anche lui, giocando più di metà ripresa, contro i granata. A gennaio uno o due ritocchi sono necessari per perfezionare la rosa. Che è numericamente inferiore alla precedente, come ha ammesso anche D’Amico. Ma Gian Piero, a Torino, l’ha presentata finalmente al completo. Convocato dopo cinque mesi Pellegrini, tanto per allungare la lista dei capitani.

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