L’Ad atalantino lo ha inseguito fino a via dei Gladiatori, rendendo necessario l’intervento della sicurezza. La Roma fa scudo attorno a D’Amico: il ds verrà difeso in tutte le sedi opportune
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Un’aggressione verbale, con tanto di testimoni e intervento del servizio di sicurezza. Dopo la vittoria della Roma sull’Atalanta, Tony D’Amico non ha potuto festeggiare come avrebbe voluto. All’uscita dell’Olimpico, infatti, il direttore sportivo è stato preso di mira. Da un tifoso bergamasco? No, da Luca Percassi. Amministratore delegato dell’Atalanta e vice presidente di Lega. Evidentemente Percassi non ha digerito l’addio di D’Amico e la scelta di andare alla Roma. Così, stando a diverse testimonianze dirette, avrebbe iniziato a insultarlo. Il direttore sportivo giallorosso, incredulo, non ha replicato e si è avviato verso le auto parcheggiate poco fuori l’ingresso della Monte Mario (dove sono anche le vetture dei calciatori tanto per intenderci). In questa assurda vicenda, la Roma si schiera al fianco del suo ds: farà da scudo a D’Amico e lo difenderà in tutte le sedi opportune.
Percassi e la Roma, un'antipatia che non si placa
Ma Percassi non ha placato la furia, alimentata probabilmente anche dall’amarezza per il gol subito a tempo scaduto da Soulé, e avrebbe proseguito la sua invettiva contro D’Amico fino all’intervento di steward e forze di polizia. Un episodio gravissimo, non il primo segno di intolleranza di Percassi che in estate aveva fatto muro in ogni modo a ogni richiesta per i giocatori dell’Atalanta fino alla resa per de Roon. Eppure proprio Percassi aveva già scelto Giuntoli come nuovo ds prima di congelare a lungo la partenza di D’Amico per la capitale evidentemente meta poco gradita all’ad bergamasco. Il che ha causato anche diversi problemi gestionali alla Roma che ha potuto ufficializzare il nuovo ds diversi giorni dopo. Lo stesso D'Amico, quattro giorni fa, aveva speso invece belle parole per la sua esperienza a Bergamo. Evidentemente non è bastato.© RIPRODUZIONE RISERVATA