Un altro dominio senza premio sembrava possibile: poi Hermoso e Soulé hanno cambiato il finale
Gasperini: "Non penso che andremo su giocatori svincolati. Non ci conterei"
Un film. Di quelli che cambiano genere strada facendo. Comico all’inizio, drammatico nella parte centrale e da applausi nel finale. La partita della Roma contro l’Atalanta è stata questo: novanta minuti dentro cui poteva succedere di tutto. La squadra di Gasp ha dominato. Pressing, occasioni, tiri, pali, traversa. La Roma arrivava da tutte le parti, ma il pallone non voleva saperne di entrare. E così, quasi dal nulla, è arrivata la beffa. Ederson ha gelato l’Olimpico e trasformato una serata che sembrava perfetta in un incubo. Ed è stato impossibile non pensare al Venezia. Era il 2022, c’era Mourinho in panchina e la Roma chiuse quella partita sull’1-1. Le statistiche sembravano raccontare un’altra gara: 46 tiri e 20 calci d’angolo.
Ma il risultato era lì. Una beffa che Pellegrini ha evitato che si trasformasse in tragedia con un recupero diventato simbolo di quella partita. Ieri il film sembrava pronto a ripartire. 39 tiri, dominio totale, l’Atalanta chiusa e il gol di Ederson. Stesso copione. Stessa paura. Quasi lo stesso finale. Quasi. Perché questa volta c’era Soulé. Il suo sinistro al 93’ ha strappato la Roma da quel vecchio copione e ha riscritto tutto. Hermoso prima, Soulé poi. Due gol in pochi minuti e una squadra che ha dimostrato di avere qualcosa che forse alle ultime Roma è mancato: la capacità di non arrendersi quando la partita sembra persa. Sa dominare. Sa soffrire. Ma soprattutto sa reagire. E forse è proprio qui che sta la differenza. Il film è lo stesso, ma il finale è cambiato. Chissà se anche la storia della Roma sarà diversa.
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