Rodrigo ha trovato il suo primo gol all'Olimpico e si è preso una standing ovation. Ora lo aspetta il suo Portogallo

NON TOCCARE Editoriale Battimuro - Cover

Mora Capoccia: ci voleva solo pazienza

"Non andava tutto bene un mese fa, ma le cose cambiano". Mora descrive così il suo momento magico: tre gol di fila, una fiducia sempre più larga e la sensazione di poter diventare indispensabile in questa Roma. Il portoghese non ha cominciato al meglio. Lo ha ammesso lui stesso. Qualche difficoltà, comprensibile, gli ha complicato il cammino. Poi è scattato qualcosa. Il talento è emerso e Gasp non ne può più fare a meno. Il tecnico non ha mai avuto dubbi: lo ha sempre considerato un giocatore 'superiore'. Gli serviva tempo. E ne è bastato anche meno del previsto. Contro il Sassuolo (primo gol all'Olimpico) è arrivata un’altra gemma. L’ennesima di questa stagione. Sono già quattro in campionato, più di Nico Paz, fermo a tre. Un rendimento super, che lo mette al secondo posto tra i marcatori giallorossi, alle spalle di Malen, a quota otto. E chi pensava che non fosse pronto per i palcoscenici più grandi ha dovuto ricredersi. A Old Trafford, nel primo tempo, Mora è stato da applausi. Il segreto? Il lavoro. "Sto migliorando in tutto, ogni giorno". Ha capito il metodo di Gasperini e si è messo sotto. Giorno dopo giorno. Un impegno che gli è valso anche la convocazione con il Portogallo: "È un bel momento per me e la mia famiglia". Ora toccherà ai tifosi lusitani godersi il suo talento, proprio mentre si avvicina l’addio al loro idolo e al suo, Cristiano Ronaldo. E chissà che Mora non possa riscrivere la storia del suo paese, come ha fatto CR7. Ma lui non ci pensa. Fa tutto a piccoli passi. Quelli che la Roma si sta godendo e che Gasp sta portando sotto gli occhi di tutto il mondo.

Mora AS Roma v US Sassuolo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti