La Roma ha seguito le indicazioni dell’allenatore: Rodrigo utile sia per il 3-4-1-2 che per il 3-4-2-1. Ma ora Gian Piero aspetta anche l’esterno di strappo: Fofana

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Mora, la nuova "Joya" per Gasperini

In attesa della prima di campionato, lunedì sera contro la Fiorentina all’Olimpico, vale la pena analizzare alcune linee guida tattiche di Gasperini e non solo da quando è alla Roma. Quanto fatto nella stagione scorsa e in quest’estate caldissima anche per i rumors che hanno accompagnato le operazioni del club giallorosso. Se serve, pure guardando più indietro, cioè all’impostazione scelta da Gian Piero all’Atalanta. Il focus è ovviamente sull’attacco, il reparto in cui si misura, parole sue ripetute ad oltranza, "la forza di ogni squadra" e quindi "la competitività". È il caso di partire dall’ultimo acquisto di D’Amico che comunque garantirà almeno altri due giocatori, di sicuro un altro offensivo, all’allenatore. Istruzioni, dunque, per l’uso di Mora, il talentino che per ora fa discutere solo fuori da Trigoria, dove da giugno hanno cercato un interprete proprio con le sue caratteristiche. E’ questo il primo punto su cui è doveroso soffermarsi. Non è assolutamente vero che le caratteristiche del portoghese sconfessano l’idea di calcio di Gasperini. Nel senso che, con l’arrivo di Mora, non è stato affatto stravolto il piano iniziale di Gian Piero. Rodrigo è sicuramente più trequartista che esterno. Ma a sinistra, con il piede destro, l’allenatore ha chiesto fin dal primo momento due calciatori differenti. Uno più tecnico, ecco il portoghese, l’altro più di strappo, con chiaro riferimento a Fofana, candidato a sistemare definitivamente l’attacco. Mosse parallele. Così avranno senso solo se l’operazione sarà doppia. Basta tornare alla stagione passata per capire che in quel ruolo a sinistra Gasperini ha puntato, schierando la Roma con il 3-4-2-1, Pellegrini, usato da regista offensivo, da palleggiatore e non da esterno. Quando ha avuto poi bisogno di un interprete con caratteristiche differenti si è invece affidato a Venturino, Zaragoza, Baldanzi, Pisilli o El Shaarawy, qualche volta pure a Bailey. Ecco perché Mora e Fofana, così diversi tra loro, possono garantire due opzioni simili a quelle utilizzate nel 3-4-2-1, assetto di riferimento di Gian Piero.

Rodrigo Mora

Il piano di Gasperini

Non è tutto. Il trequartista serve a prescindere e questo sta a significare che la Roma non ha affatto modificato il programma di partenza. Possono essere cambiati, in estate,m gli obiettivi per la nuova rosa, non gli identikit per lo stile di gioco. C’è chi proprio non vuole capirlo (o fa finta), ma quando Gasperini affronta avversarie schierate con la difesa a 4, sceglie sempre le due punte con il tre quartina. La miglior gara, Roma-Milan del 25 gennaio, l’ha giocata con Soulé (rivisto in quella posizione pure durante l’estate e diventato esperimento per i più distratti) alle spalle di Malen e Dybala. A prescindere dalle due punte, il trequartista lo hanno fatto diversi giocatori: Pellegrini (ricordate il derby d’andata, il 21 settembre a schermare Rovella), Cristante, El Aynaoui e Pisilli. Altro che sorpresa, insomma. Il 3-4-1-2 è stato scelto da Gian Piero in quattro delle cinque amichevoli internazionali di queste settimane: contro il Cannes, il Cardiff, il Newport e il Brighton, tre volte con Soulé trequartista e una con Cristante, usando il 3-4-2-1 solo contro la linea a tre del Borussia Dortmund. Se non bastasse, a conferma di quanto Mora, come caratteristiche, sia utile e non appartenga a quella che è stata battezzata come virata di mercato, le prime tre partite della Roma saranno contro squadre che giocano con la difesa a 4: la Fiorentina, il Lecce e l’Atalanta. Mancherà Pellegrini e quindi dietro a Malen (o Castro) e Dybala, finiranno ancora Soulé (se va via, sarà sostituito) o Cristante, o volendo proprio il nuovo arrivato.

rodrigo mora FC Porto v Aston Villa - Pre-Season Friendly
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Non c’è dunque improvvisazione nell’arrivo di Rodrigo nella Capitale. Può giocare in entrambi i sistemi di gioco e in futuro prendere in rosa il ruolo di Dybala. Tutto questo senza dimenticare che Gasperini nel 3-4-2-1 dell’Atalanta, ha sistemato dietro la prima punta Gomez, Ilicic, Samardzic e De Ketelaere, tanto per elencare giocatori che non sono certo esterni. E’ chiaro, manca una pedina per completare l’attacco. Fofana o, se non sarà possibile, il suo sosia.

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