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Mkhitaryan is coming: col Lecce corre e recupera più di tutti. Ora Pellegrini può finire in panchina

Febbraio porta bene all'armeno, che ora deve trovare continuità: ieri è stato il migliore in tutte le zone del campo. Per Fonseca deve restare: "Ha qualità e fantasia"

Marco Prestisimone

Non va ancora come un treno, ma il binario che ha scelto Mkhitaryan è quello che porta sulla strada giusta. Se i gol e gli assist Petrachi e Fonseca se li aspettavano quel che più conta per la Roma è che riesca a togliersi di dosso la cattiva reputazione di chi cade facilmente in infortuni. Anche perché quando l'armeno è in forma è più facile che tutti i giallorossi si esaltino, facilitati dalle giocate e dall'energia dell'ex Arsenal. E i numeri della partita contro il Lecce lo confermano: Henrikh è stato il primo dei suoi per recuperi (otto, Mancini e Smalling cinque e quattro solo per citarne altri due) e anche il migliore dal centrocampo in su per palloni giocati (56) e passaggi (43). Se Mkhitaryan gira, lo fa anche la Roma. Con buona serenità di Fonseca, che può gestire più facilmente - infortuni permettendo - il pessimo momento di Lorenzo Pellegrini.

CARNEVALE - Non ha bisogno di mascherarsi, ma di essere semplicemente se stesso. Eppure febbraio è uno dei mesi "fortunati" dell'armeno. Ieri il quinto gol e il secondo assist stagionale e non arrivavano insieme da un anno esatto in Premier League con la maglia dell'Arsenal. E anche due stagioni fa cinque assist tra la partita con l'Everton (addirittura tre) e in Europa League contro l'Ostersund. I tifosi sperano che continui così dopo una prima metà di stagione con quattordici partite saltate per infortunio. Ieri sono arrivati segnali positivi anche sulla condizione fisica: Mkhitaryan ha corso oltre dodici chilometri (come Cristante) ed è stato il quarto tra tutti i giocatori in campo. Se riuscisse a mantenere questa media per tutte le partite, sarebbe alle spalle solo dell'irraggiungibile Brozovic in tutta la Serie A. In più ha registrato un picco di 31.8 km/h e meglio di lui hanno fatto solo Under e Kluivert. Corse da ala ma piedi da trequartista.

LEADER - Se rimarrà o no a fine stagione non lo sa lui, non lo sa la Roma e non lo sa neanche l'Arsenal. Molto dipenderà da questi ultimi mesi e dalla continuità che riuscirà a dare alle sue prestazioni. Fosse per Fonseca sarebbe già un "sì" convinto: "Ha un'intelligenza superiore, può giocare anche in porta", ha detto pochi giorni fa. Come se non bastasse anche ieri l'ha coccolato: "Vorrei che restasse qui a fine anno, ha qualità e fantasia". La Roma però ha bisogno della sua qualità ed esperienza negli ultimi trenta metri, dove gli altri giovani esterni giallorossi hanno dimostrato di non riuscire ad essere decisivi. Almeno per ora, Pau Lopez può stare tranquillo. La porta può aspettare.