Il francese ha ricordato la sconfitta che costò lo scudetto e aggiunto: "A Roma c'era troppa pressione"

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L’ex attaccante della Roma Jérémy Menez, protagonista in giallorosso tra il 2008 e il 2011, è tornato a parlare della sua esperienza nella capitale. In un’intervista concessa a Ultimo Uomo, il francese ha ricordato con affetto, ma anche con un pizzico di realismo, gli anni trascorsi a Trigoria, sottolineando la particolarità dell’ambiente romano e la pressione che si vive quando si veste la maglia della Roma. Ecco le sue parole:

Se penso alla sua carriera da calciatore la prima cosa che mi viene in mente è quel gol con l’Udinese. Istintivamente mi ricordavo fosse il suo gol d’esordio con la maglia Roma, invece era la sua ultima stagione in giallorosso. Si ricorda quel momento?

AS Roma v FC Internazionale Milano - Serie A

“Me lo ricordo bene perché c’era Mehdi Benatia all’Udinese, che è mio amico. Prendo la palla di petto e c’è Checco vicino a me vado avanti e non guardo nessuno. È stato bellino, dai“.

Lei era in campo in quel famoso Roma – Sampdoria, e ci è rimasto per 90 minuti. Cosa cosa ricorda invece di quella partita?

“È stata bella e brutta contemporaneamente. Bella perché comunque abbiamo fatto una stagione della Madonna. Siamo arrivati a quella partita che mancavano tre, quattro giornate, e l’ambiente era troppo bello. A Roma, quando ti avvicini al primo posto e poi rischi di vincere qualcosa, la città diventa una cosa fantastica. È stato bello tutta la settimana, poi è diventato tutto il contrario dopo la partita. Avevamo la partita in mano, vincevamo per 1 a 0, e poi perdiamo per 2 a 1. Il calcio a volte è così: cerchi di trovare spiegazioni, ma devi semplicemente accettarlo. Mi ricordo che negli spogliatoi, tra primo e secondo tempo, un paio di giocatori della Roma si sono messi a litigare. Anche Ranieri si è incazzato con la squadra ma evidentemente non è servito“.

E' vero, come si dice, che a Roma è più difficile vincere che altrove?

“Io credo di sì. Con tutto il rispetto che ho per la Roma, diciamo che come storia è un pochettino sotto al Milan o alla Juventus. Però è sempre una grande squadra, e in più giochi nella capitale, con la visceralità del sud. È un’atmosfera che è difficile da spiegare: a Roma ci sono 50 giornali che parlano della Roma, le radio, eccetera. C’è un’atmosfera diversa, più complicata”.

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