Ludwig a FR: “Roma, sei la passione che domani non ci passa. Totti fan? Lo aspetto sul palco”

Ludwig a FR: “Roma, sei la passione che domani non ci passa. Totti fan? Lo aspetto sul palco”

Il cantante e deejay romanista da milioni di visualizzazioni: “Ora mi sento legato solo alla maglia e alla Curva Sud. Pallotta mi ha deluso, da Friedkin mi aspetto di più. De Rossi in panchina? Perché no”

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

“Domani ci passa” è la sua hit da milioni di visualizzazioni. Eppure Ludovico Franchitti, per tutti Ludwig, un punto debole ce l’ha: “La Roma è una di quelle passioni che non ci passa mai – ha raccontato il cantante, producer e deejay a Forzaroma.info -. Mio padre era un grandissimo tifoso e fin da quando ero piccolo mi ha portato allo stadio in Curva Sud: da lì è nato un amore indissolubile per questi colori”. La quarantena l’ha costretto in casa ma Ludwig ha trovato comunque il modo di far uscire la versione acustica proprio di “Domani ci passa”, il suo successo più grande. E su TikTok i suoi fan sono impazziti e la challenge che fa ballare i ragazzi a ritmo della sua canzone è arrivata a più di cinque milioni di visualizzazioni in poche ore.

PASSIONE TOTTI – Un artista traversale che piace ai più piccoli, agli adolescenti ma anche ai più grandi. Per informazioni chiedere a Francesco Totti, che “ispirato” da Cristian e Chanel la scorsa estate spesso postava storie su Instagram con i suoi brani: “Quando ho visto quel video sono rimasto senza parole. Ho passato una vita a cantare “Totti gol” allo stadio, vederlo cantare Domani ci passa potete immaginare cosa abbia significato per me. Così ho fatto uno screenshot e l’ho taggato, lui mi ha risposto “Ao, se te serve una spalla…”. Io gli ho detto che sarebbe stato il numero dieci anche sul palco”. A lanciarlo però tra gli artisti più ballati sulla scena ci ha pensato il suo primo successo, “Un po’ de que”, che racconta goliardicamente della “difficile” scelta davanti a un buffet. Così gli chiediamo tre “piatti” che non potrebbero mancare nella squadra del futuro: “Ne scelgo tre del passato: Aquilani, Totti e De Rossi. Della Roma di oggi mi sento legato solo alla maglia e ai ragazzi della Curva Sud. E con i primi due sarebbe bellissimo andarci insieme. L’Olimpico l’ho sempre amato, ultimamente per impegni di lavoro non riesco più ad andarci spesso”. 

FUTURO – Lo scorso 29 febbraio ha fatto sold out all’Atlantico di Roma dopo un anno di tour. E chissà che il possibile nuovo cambio di proprietà non possa invertire il trend romanista e regalare di nuovo un Olimpico pieno: “Della gestione Pallotta non posso essere soddisfatto. Ma non tanto dal punto di vista imprenditoriale ma da quello umano: certe uscite sui tifosi non mi sono piaciute. Per non parlare del trattamento riservato alle nostre due grandi bandiere… Friedkin? Da lui mi aspetto prima di tutto più attaccamento alla causa e poi una presenza più costante in città. E perché no, magari un futuro di De Rossi in panchina”. Un bel modo di sognare, anche se in questo momento c’è poco spazio per l’immaginazione: “Sapete quanto ami il contatto con voi e vedervi saltare nei locali – ha scritto qualche giorno fa sui social ai suoi fan – ma ora è il momento di attenerci alle regole e stare a casa. Torneremo a cantare e a divertirci più forte di prima”. 

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