Lega di Serie A divisa: c’è anche chi non vuole più giocare

Lega di Serie A divisa: c’è anche chi non vuole più giocare

Fra i venti club della serie A c’è chi vuole tornare in campo a tutti costi, magari giocando a giugno e luglio, fra questi c’è anche De Siervo

di Redazione, @forzaroma

L’ultima partita di questa stagione potrebbe essere stata Sassuolo-Brescia del 9 marzo. Lo scrive Fulvio Bianchi su repubblica.it. Il giorno prima a Torino si era disputato il derby d’Italia, Juventus-Inter. Chiuso qui il campionato? Possibile. Molti stranieri sono andati all’estero e chissà quando torneranno. Il coronavirus ormai è un problema mondiale, non solo italiano (o cinese). Fra i venti club della serie A c’è chi vuole tornare in campo a tutti costi, magari giocando a giugno e luglio (fra questi c’è anche De Siervo, ad della Lega) ma c’è anche chi pensa, e forse spera, che la stagione sia chiusa qui. Alcuni club hanno fatto i loro calcoli, non avendo più traguardi da raggiungere quest’anno se non si tornasse a giocare le ultime 12 giornate potrebbero risparmiare sullo stipendio dei giocatori.

Altre società con la classifica attuale inoltre sarebbero salvi, o in zona Europa. Altri ritengono che non è il caso di rischiare e sarebbe meglio tornare a giocare solo a “contagi zero”, quindi (se va bene) a settembre. La pattuglia degli irriducibili, guidata da Lotito, che sperano di andare in campo di nuovo ai primi di maggio (o mal che vada a giugno) e vorrebbero iniziare ad allenarsi il più presto possibile ormai si sta assottigliando sempre di più.

Nel caso non si ripartisse più la decisione sul da farsi spetterebbe alla Figc: non ci sono norme, e questo può scatenare non pochi contenzioni. C’è ad esempio da comunicare all’Uefa le squadre da ammettere alle Coppe europee e il compito tocca a Gravina: ci sono varie correnti di pensiero.. Si terrebbe conto quindi dell’ultima classifica completata, cioè con tutte le squadre che hanno giocato lo stesso numero di partite? Potrebbe essere la linea prevalente, anche se manca una regola. Ma il problema in Lega, almeno in maniera ufficiale, non è mai stato affrontato.

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