L'esterno brasiliano torna sull'infortunio che lo ha costretto a saltare il torneo in Usa, Canada e Messico: "In panchina piangevo, avevo capito tutto. Ora devo ricostruire tutto, ma merito di andare al prossimo Mondiale"

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Wesley, stretching e recupero anche a casa: "Concentrati su ciò che conta davvero"

Wesley ha ritrovato la nazionale e punta a vestire nuovamente una maglia così prestigiosa dopo gli infortuni che lo hanno costretto a saltare i Mondiali in primis e poi anche i primi impegni della nuova stagione. L'esterno della Roma, in un'intervista a 'Espn', ha ripercorso i momenti in cui è stato costretto a fermarsi nell'amichevole contro l'Egitto in preparazione alla rassegna iridata: "Nel momento in cui c'è stato l'infortunio, ricordo perfettamente l'azione. Mi sono accorto subito dell'entità, perché è stato un dolore troppo forte. Prima di fare il cross avevo sentito già lo strappo, ma poi sono tornato a correre per riprendere la posizione, dicendomi che non era possibile che si fosse lesionato il muscolo. In panchina ho inziato a piangere, perché sentivo tanto dolore e soprattutto sapevo che fosse di secondo grado e che sarei rimasto fuori dalla coppa. È stato un sogno finito tra i rifiuti". Wesley continua: "Ero arrivato al top, giocare un Mondiale, e invece... Ora devo ricostruire tutto nuovamente. Io sono capace di costruire, perché già ho passato tante difficoltà. Io merito di essere alla prossima Coppa del Mondo, non più di altri, ma lavorerò al massimo per esserci e magari regalare e dare allegria al popolo brasiiano".

Wesley Cardiff

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