Quattro anni in giallorosso, ma anche tante polemiche. E da ex mandò a quel paese tutto l'Olimpico
La Roma scopre de Roon: da nemico a leader del centrocampo
Chivu e la Roma si sono tenuti per mano per diverso tempo e poi si sono salutati senza guardarsi indietro. Quattro anni a Roma con Capello e Spalletti, una difesa quasi da scudetto. Tuttavia, come riporta la Gazzetta dello Sport, i romanisti non gli hanno mai perdonato le modalità d’uscita del 2007, quando salutò la Capitale per andarsene all’Inter. Ma qualcosa si era già rotto prima e dopo le cose andranno peggio.
Le parole d'amore per Capello. Poi lo psicologo
Il pomo della discordia fu una dichiarazione su Fabio Capello rilasciata anni prima. Novembre 2005, post-partita di Roma-Strasburgo 1-1, seconda giornata della fase a gironi di Coppa Uefa. Chivu va a parlare a Sky e tende la mano al suo vecchio allenatore, già alla Juve da più di un anno e che di certo non si era lasciato bene con la piazza: “Mi ha portato a Roma e lo ringrazierò sempre. Sarebbe un piacere tornare a lavorare con lui. Io sto qui, ho altri due anni e mezzo di contratto. Però nel calcio non si sa mai, mica decidiamo noi giocatori”.. Un paio di settimane dopo, al rientro da titolare dopo aver saltato una sfida con la Fiorentina, l’Olimpico lo fischiò dal primo all’ultimo minuto. Chivu ne uscì - a suo dire - grazie a uno psicologo.
Il dito medio e tanti fischi
Quando giocava all’Olimpico i fischi non sono mai mancati. E sono aumentati il 5 maggio 2010 quando, dopo aver vinto la Coppa Italia contro Totti e compagni, l'attuale tecnico dell'Inter mostrò il dito medio a tutto lo stadio con tanto di gesti volgari e plateali. Una sorta di "sfogo". Chivu fu deferito, ma al tempo stesso alzò le mani: “Potrei raccontare tante motivazioni per spiegare o per giustificare un gesto istintivo, ma quando si sbaglia si chiede scusa”. Sabato tornerà Chivu all'Olimpico da allenatore per la seconda volta. Il rancore sarà passato?© RIPRODUZIONE RISERVATA
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