"Forse, non avrei mai dovuto lasciare il Cagliari", le parole del colombiano

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Ibarbo e Roma, una storia durata poco più di 6 mesi. Il colombiano arrivò nella Capitale nel 2015, quando i giallorossi decisero di puntare su di lui dopo la buona esperienza a Cagliari. Un Nainggolan bis, diciamo. Ma la storia fu molto diversa. Victor fece fatica e non riuscì ad incidere. Un po' per la concorrenza, un po' per la qualità impressa in campo. Di lui, i tifosi, ricorderanno quell'assist per il gol di Iturbe nel derby. Niente di più. Ora, dopo un periodo da svincolato, Ibarbo ha deciso di ripartire dalla Serie D: sarà un giocatore del Pontedera. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha voluto raccontare anche alcuni tratti della sua esperienza a Roma e del rapporto con Totti. Ecco un estratto dell'intervista:

AS Roma v Atalanta BC - Serie A

È arrivato in giallorosso nel gennaio 2015 con Rudi Garcia.

“Mi voleva anche l’Inter, ma il Cagliari scelse di cedermi alla Roma. Loro avevano già degli ottimi attaccanti: Destro, Borriello, Gervinho, Doumbia. Poi è arrivato Dzeko. E ovviamente capitan Totti”.

Che rapporto aveva con lui?

“Una persona eccezionale, umilissima. A me e Gervinho ripeteva sempre: ‘Voi correte, che il pallone vi arriverà’. Noi ubbidivamo”.

Nel Cagliari era titolarissimo, alla Roma ha trovato poco spazio: appena 10 partite in campionato e zero reti. Cos’è successo?

“Sono arrivato in giallorosso nel febbraio 2015 con tanti problemi fisici. Non giocavo da mesi, ero sempre rotto. Avvisai subito lo staff medico e l’allenatore, non ero pronto. Nessuno mi ascoltò. Dopo pochissimo subii un altro infortunio che mi tenne fuori fino a marzo”.

È un rimpianto aver giocato così poco alla Roma?

“Avrei potuto fare meglio, ma la vita è così. Al Cagliari ho collezionato quasi 130 presenze e segnato 15 gol. Probabilmente, non avrei dovuto mai lasciare la Sardegna”

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